Alebrijes: quando gli incubi diventano arte
di Emi Mendoza
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Cari lettori, sicuramente avrete sentito parlare degli alebrijes, creature fantastiche che fanno parte dell’artigianato tradizionale messicano. In questo articolo desidero raccontarvi qualcosa in più su questi simpatici “mostriciattoli”. Gli alebrijes sono figure artigianali variopinte che raffigurano creature immaginarie, la cui caratteristica principale è l’unione arbitraria di elementi reali e fantastici in un unico corpo: giaguari alati, farfalle con orecchie da coniglio, pesci con corna e zampe, e così via. L’unico limite alla loro creazione è la fantasia dell’artista. Queste straordinarie figure fanno parte dell’arte popolare messicana e sono tradizionalmente realizzate con la tecnica della cartonería, la stessa utilizzata per creare Judas, toritos, maschere, piñatas e calacas, tra molte altre opere artigianali. In origine, gli alebrijes venivano realizzati esclusivamente in cartone. Oggi la loro produzione si è estesa anche ad altri materiali, tra cui il legno, diventando una delle attività artigianali più importanti del Messico. |
«Alebrijes! Alebrijes!»
Le prime creazioni di alebrijes sono attribuite a Pedro Linares, un artigiano di Città del Messico che si dedicava alla realizzazione di piñatas tradizionali, maschere di carnevale e ogni tipo di pupazzo in cartone.
Secondo la tradizione, il signor Linares si ispirò a un sogno nel quale vide creature straordinarie e variopinte. Negli anni Trenta del Novecento si ammalò gravemente e, mentre giaceva incosciente nel letto, sognò un luogo strano, simile a un bosco dai colori intensi e irreali. Durante la convalescenza, sognava ripetutamente queste creature che gridavano una sola parola, incessantemente: «Alebrije, alebrije!», un termine incomprensibile e privo di significato.
Si racconta anche, in forma quasi leggendaria, che l’artigiano si risvegliò da uno di questi sogni febbrili durante il proprio funerale, poiché, a causa della gravità della malattia, era stato creduto morto. Forse è proprio questo mito a spiegare perché alcuni considerano gli alebrijes come guide spirituali.
Le prime creazioni di alebrijes sono attribuite a Pedro Linares, un artigiano di Città del Messico che si dedicava alla realizzazione di piñatas tradizionali, maschere di carnevale e ogni tipo di pupazzo in cartone.
Secondo la tradizione, il signor Linares si ispirò a un sogno nel quale vide creature straordinarie e variopinte. Negli anni Trenta del Novecento si ammalò gravemente e, mentre giaceva incosciente nel letto, sognò un luogo strano, simile a un bosco dai colori intensi e irreali. Durante la convalescenza, sognava ripetutamente queste creature che gridavano una sola parola, incessantemente: «Alebrije, alebrije!», un termine incomprensibile e privo di significato.
Si racconta anche, in forma quasi leggendaria, che l’artigiano si risvegliò da uno di questi sogni febbrili durante il proprio funerale, poiché, a causa della gravità della malattia, era stato creduto morto. Forse è proprio questo mito a spiegare perché alcuni considerano gli alebrijes come guide spirituali.
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Una volta guarito, Pedro Linares iniziò a ricreare in cartapesta le creature che aveva visto nel suo straordinario sogno, dando loro forma e decorazione così come le aveva immaginate.
Fu così che, nel 1936, il signor Linares avviò la produzione di figure decorative ispirate a quelle visioni oniriche, alle quali diede il nome di alebrijes. La sua abilità nella tecnica della cartonería gli permise di riprodurre figure dalle forme complesse, dotate di ali, corna, code e zanne, con corpi dipinti in colori vivaci e brillanti. Le sue creazioni invasero rapidamente il mercato, sorprendendo tanto il pubblico quanto gli stessi artigiani. |
Pedro Linares diede un contributo fondamentale all’arte popolare messicana e il suo lavoro è stato riconosciuto a livello internazionale.
Dopo oltre cinquant’anni di attività artistica, nel 1990 ricevette il Premio Nazionale di Scienze e Arti, la più alta onorificenza conferita dal governo messicano agli artigiani. Due anni più tardi morì all’età di 86 anni.
Oggi i figli e i nipoti di don Pedro, insieme a migliaia di altri artigiani, continuano la tradizione degli alebrijes, mantenendo viva un’eredità che unisce fantasia, colore e identità culturale messicana.
Dopo oltre cinquant’anni di attività artistica, nel 1990 ricevette il Premio Nazionale di Scienze e Arti, la più alta onorificenza conferita dal governo messicano agli artigiani. Due anni più tardi morì all’età di 86 anni.
Oggi i figli e i nipoti di don Pedro, insieme a migliaia di altri artigiani, continuano la tradizione degli alebrijes, mantenendo viva un’eredità che unisce fantasia, colore e identità culturale messicana.
Alebrijes anche in legno
La produzione dei colorati alebrijes in cartone cominciò a diffondersi in altri Stati del Paese, in particolare nello Stato di Oaxaca. In passato, gli artigiani oaxaqueñi realizzavano figure di animali per aiutare i cacciatori nella loro attività: queste riproduzioni servivano ad attirare le prede per catturarle oppure a spaventare i predatori e difendersi da essi.
Questa esperienza nella lavorazione e nell’intaglio del legno rese naturale l’adattamento degli alebrijes in versione lignea, ispirandosi ai modelli in cartone. Tale trasformazione fu avviata da Manuel Jiménez, originario del villaggio di San Antonio Arrazola, nello Stato di Oaxaca.
La nuova versione degli alebrijes in legno di Arrazola si diffuse rapidamente nei comuni vicini, diventando un’importante fonte di reddito per l’intera area, in particolare per il paese di San Martín Tilcajete.
La produzione dei colorati alebrijes in cartone cominciò a diffondersi in altri Stati del Paese, in particolare nello Stato di Oaxaca. In passato, gli artigiani oaxaqueñi realizzavano figure di animali per aiutare i cacciatori nella loro attività: queste riproduzioni servivano ad attirare le prede per catturarle oppure a spaventare i predatori e difendersi da essi.
Questa esperienza nella lavorazione e nell’intaglio del legno rese naturale l’adattamento degli alebrijes in versione lignea, ispirandosi ai modelli in cartone. Tale trasformazione fu avviata da Manuel Jiménez, originario del villaggio di San Antonio Arrazola, nello Stato di Oaxaca.
La nuova versione degli alebrijes in legno di Arrazola si diffuse rapidamente nei comuni vicini, diventando un’importante fonte di reddito per l’intera area, in particolare per il paese di San Martín Tilcajete.
Sfilata degli Alebrijes
Una delle feste più importanti di Città del Messico è la sfilata annuale degli alebrijes, organizzata dal Museo de Arte Popular a partire dal 2007.
La parata presenta oltre cento alebrijes giganti realizzati in legno, cartone, carta, filo metallico, tessuto e altri materiali. Il corteo percorre le principali vie del centro storico della città fino al monumento dell’Ángel de la Independencia, lungo il Paseo de la Reforma, accompagnato da bande di musica popolare messicana.
Gli alebrijes in gara sono creati da gruppi di artigiani insieme alle loro famiglie. Ogni anno il numero dei partecipanti cresce, così come aumenta il livello di creatività delle opere presentate. Dopo la sfilata, le sculture rimangono esposte lungo il Paseo de la Reforma per alcuni giorni, permettendo al pubblico di ammirarle più a lungo.
Una delle feste più importanti di Città del Messico è la sfilata annuale degli alebrijes, organizzata dal Museo de Arte Popular a partire dal 2007.
La parata presenta oltre cento alebrijes giganti realizzati in legno, cartone, carta, filo metallico, tessuto e altri materiali. Il corteo percorre le principali vie del centro storico della città fino al monumento dell’Ángel de la Independencia, lungo il Paseo de la Reforma, accompagnato da bande di musica popolare messicana.
Gli alebrijes in gara sono creati da gruppi di artigiani insieme alle loro famiglie. Ogni anno il numero dei partecipanti cresce, così come aumenta il livello di creatività delle opere presentate. Dopo la sfilata, le sculture rimangono esposte lungo il Paseo de la Reforma per alcuni giorni, permettendo al pubblico di ammirarle più a lungo.
Alebrijes illuminati
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Il Museo de Arte Popular di Città del Messico organizza frequentemente esposizioni di “Alebrijes illuminati”, un evento unico nel suo genere.
Il museo promuove uno spettacolo suggestivo nel cortile centrale, dove enormi figure di creature immaginarie, dai colori vibranti e dall’aspetto fantastico, vengono presentate in una mostra notturna. Gli alebrijes sono illuminati con tecnologia LED (diodi a emissione luminosa), che ne esalta ulteriormente la brillantezza cromatica nell’oscurità, creando un effetto davvero sorprendente. Vi propongo un video su YouTube per farvi un’idea di questo straordinario evento: |
'Coco', vincitore dell'Oscar 2018 come miglior film d'animazione
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Con la recente uscita del film d’animazione Coco, prodotto da Disney-Pixar nel 2017, gli alebrijes hanno accresciuto ulteriormente la loro popolarità a livello mondiale. In questa splendida pellicola, gli alebrijes vengono rappresentati come guide spirituali che aiutano i defunti, proteggendoli durante la loro permanenza nell’aldilà. Persino il cagnolino “Dante” si trasforma in un alebrije per proteggere il suo padrone nel viaggio oltre la vita.
In realtà, gli alebrijes non sono tradizionalmente associati in modo specifico al Día de Muertos della cultura messicana. Tuttavia, i creatori del film hanno deciso di inserirli in questo contesto per via dei loro colori vivaci, della loro natura fantastica e delle loro radici messicane. È probabile che questa combinazione proposta da Disney-Pixar nel panorama cinematografico internazionale possa, in futuro, influenzare la tradizione del Día de Muertos, integrando gli alebrijes in questa importante festività messicana. Vi propongo un breve video su YouTube tratto dal film Coco, in cui compare l’alebrije Pepita: |
In chiusura: predecessori degli alebrijes nel mondo
Le strane figure che Pedro Linares sognò e poi realizzò in cartapesta non furono le prime nel mondo. Creature simili possono essere messe a confronto con altre specie soprannaturali create in culture diverse, sia in altre parti del pianeta sia nel Messico preispanico.
La mitologia greca, ad esempio, include una lunga lista di esseri mostruosi; nella cultura cinese si incontrano creature dalle forme fantasiose, in particolare i draghi. Nel mondo dell’arte gotica troviamo le gargolle, esseri immaginari medievali generalmente scolpiti nella pietra, spesso caratterizzati da tratti grotteschi. Anche nel Messico precolombiano esistevano immagini dai colori vivaci, talvolta fantastiche e inquietanti.
Alla fine del XIX secolo, in Messico, possiamo considerare come precursori dell’opera di Linares le illustrazioni di Julio Ruelas e le incisioni di José Guadalupe Posada, che crearono immagini talvolta terrificanti o satiriche.
Il grande merito di Pedro Linares non risiede tanto nell’assoluta originalità (poiché le sue visioni si ispiravano a figure già presenti nell’immaginario collettivo) quanto nel significato e nell’uso artistico che seppe dare a queste creature, trasformandole in un’espressione rappresentativa della cultura messicana e dando avvio a una delle categorie più importanti dell’arte popolare del Paese.
All’inizio, le celebri figure colorate dei suoi sogni apparivano bizzarre e sorprendenti. Ma, una volta progettate e dipinte con tonalità vibranti, si trasformarono in una vera attrazione commerciale, radicandosi profondamente nella cultura popolare.
Gli alebrijes hanno conquistato la simpatia di grandi e piccoli e la loro popolarità va ben oltre il semplice oggetto artistico: in alcune comunità sono considerati protettori delle famiglie, capaci di allontanare gli spiriti maligni.
Le strane figure che Pedro Linares sognò e poi realizzò in cartapesta non furono le prime nel mondo. Creature simili possono essere messe a confronto con altre specie soprannaturali create in culture diverse, sia in altre parti del pianeta sia nel Messico preispanico.
La mitologia greca, ad esempio, include una lunga lista di esseri mostruosi; nella cultura cinese si incontrano creature dalle forme fantasiose, in particolare i draghi. Nel mondo dell’arte gotica troviamo le gargolle, esseri immaginari medievali generalmente scolpiti nella pietra, spesso caratterizzati da tratti grotteschi. Anche nel Messico precolombiano esistevano immagini dai colori vivaci, talvolta fantastiche e inquietanti.
Alla fine del XIX secolo, in Messico, possiamo considerare come precursori dell’opera di Linares le illustrazioni di Julio Ruelas e le incisioni di José Guadalupe Posada, che crearono immagini talvolta terrificanti o satiriche.
Il grande merito di Pedro Linares non risiede tanto nell’assoluta originalità (poiché le sue visioni si ispiravano a figure già presenti nell’immaginario collettivo) quanto nel significato e nell’uso artistico che seppe dare a queste creature, trasformandole in un’espressione rappresentativa della cultura messicana e dando avvio a una delle categorie più importanti dell’arte popolare del Paese.
All’inizio, le celebri figure colorate dei suoi sogni apparivano bizzarre e sorprendenti. Ma, una volta progettate e dipinte con tonalità vibranti, si trasformarono in una vera attrazione commerciale, radicandosi profondamente nella cultura popolare.
Gli alebrijes hanno conquistato la simpatia di grandi e piccoli e la loro popolarità va ben oltre il semplice oggetto artistico: in alcune comunità sono considerati protettori delle famiglie, capaci di allontanare gli spiriti maligni.