Álvaro Carrillo, un viandante per il mondo
Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), numero 189 di maggio 2019.
Cari amici, desidero invitarvi ad ascoltare alcune canzoni di Álvaro Carrillo, grande compositore messicano della metà del secolo scorso, in occasione del 50º anniversario della sua scomparsa. Scrisse più di 300 canzoni, per lo più boleri, tra cui grandi successi come Amor mío, Sabor a mí, Un poco más, El andariego, Luz de luna, Sabrá Dios, La mentira e Cancionero, oltre a molti altri.
|
Nasce una stella
Álvaro Carrillo nacque nello Stato di Oaxaca nel 1919. Fin da piccolo dimostrò una grande abilità nel suonare la chitarra, affermandosi in seguito come cantante e compositore. Studiò presso la Escuela Nacional de Agricultura (oggi Universidad Autónoma Chapingo), laureandosi in Ingegneria Agraria nel 1945. Si racconta che, quando era studente, fosse solito portare serenate, insieme ai suoi compagni di corso, alle giovani che corteggiavano nei paesi vicini alla scuola. |
Fin da allora, Álvaro mostrava già talento per l’improvvisazione: a seconda del nome e delle caratteristiche della ragazza omaggiata, sapeva inserire nelle canzoni parole di elogio personalizzate. Esercitò la professione di agronomo per un periodo molto breve, poiché la sua crescente popolarità come cantante lo spinse a dedicarsi completamente alla musica.
Interpreti
Secondo l’enciclopedia Wikipedia, più di cinquanta celebri cantanti di tutto il mondo hanno interpretato le canzoni di Álvaro Carrillo, mantenendole vive fino ai nostri giorni.
Il suo più grande successo musicale è senza dubbio Sabor a mí, brano tradotto in diverse lingue, tra cui spicca la versione in giapponese di Yoshiro Hiroishi. Anche nell’Italia degli anni Sessanta il brano conobbe grande popolarità, grazie all’interpretazione magistrale di Mina, che lo cantò in spagnolo con un’eccellente pronuncia.
In inglese, Doris Day interpretò la stessa canzone con il titolo Be True to Me, inserendo anche alcune parole in spagnolo. Tra gli altri grandi interpreti ricordiamo Pedro Vargas, Frank Sinatra, Julio Iglesias, Rocío Dúrcal, Gloria Estefan, Armando Manzanero e José Feliciano, oltre ai celebri trii Los Ases, Los Duendes, Los Hermanos Reyes, Los Panchos e Los Santos.
Più recentemente, Luis Miguel ha reinterpretato diversi brani nel suo album di boleri.
È impossibile menzionare in questo breve articolo tutti i cantanti che hanno diffuso le parole armoniose del nostro indimenticabile compositore oaxaqueño; tuttavia, non possiamo omettere il nome di Pepe Jara, suo principale interprete, le cui incisioni resteranno per sempre nella memoria del pubblico.
Il suo più grande successo musicale è senza dubbio Sabor a mí, brano tradotto in diverse lingue, tra cui spicca la versione in giapponese di Yoshiro Hiroishi. Anche nell’Italia degli anni Sessanta il brano conobbe grande popolarità, grazie all’interpretazione magistrale di Mina, che lo cantò in spagnolo con un’eccellente pronuncia.
In inglese, Doris Day interpretò la stessa canzone con il titolo Be True to Me, inserendo anche alcune parole in spagnolo. Tra gli altri grandi interpreti ricordiamo Pedro Vargas, Frank Sinatra, Julio Iglesias, Rocío Dúrcal, Gloria Estefan, Armando Manzanero e José Feliciano, oltre ai celebri trii Los Ases, Los Duendes, Los Hermanos Reyes, Los Panchos e Los Santos.
Più recentemente, Luis Miguel ha reinterpretato diversi brani nel suo album di boleri.
È impossibile menzionare in questo breve articolo tutti i cantanti che hanno diffuso le parole armoniose del nostro indimenticabile compositore oaxaqueño; tuttavia, non possiamo omettere il nome di Pepe Jara, suo principale interprete, le cui incisioni resteranno per sempre nella memoria del pubblico.
|
Morte
All’apice della sua carriera di cantautore e nel pieno della popolarità, il 3 aprile 1969, circa cinquant’anni fa, Álvaro Carrillo morì, insieme alla moglie e all’autista, in un incidente automobilistico sulla strada México–Cuernavaca, a pochi chilometri da casa.
Un furgone, lanciato ad alta velocità, perse il controllo invadendo la corsia opposta e si schiantò violentemente contro l’auto su cui viaggiava la famiglia Carrillo. Nell’impatto rimasero feriti anche i due figli maschi, che furono gli unici sopravvissuti. Il destino decise di interrompere la sua inesauribile fucina di composizioni, ma non poté cancellare dalla memoria del pubblico quelle già create. L’opera di Álvaro Carrillo continua a viaggiare per il mondo come un vero “andariego” (viandante). |
Curiosità
Secondo il figlio, suo padre si ispirò a un episodio avvenuto mentre stava bevendo molto whisky in casa. Tra un sorso e l’altro, Álvaro dava un bacio alla moglie che, rimproverandolo, gli disse che con tutti quei baci avrebbe finito per far ubriacare anche lei.
Il compositore oaxaqueño le rispose dolcemente: «Adesso porterai il sapore di me…»
Il compositore oaxaqueño le rispose dolcemente: «Adesso porterai il sapore di me…»
|
Una delle canzoni di maggior successo di Álvaro Carrillo aveva come titolo originale Se te olvida (ti dimentichi), ma dovette essere cambiato in La Mentira (La Bugia), diventando molto più popolare con quest’ultimo nome.
Il brano fu utilizzato per la prima volta come sigla di una telenovela della televisione messicana nel 1965. Si racconta che il produttore chiese all’autore di modificarne il titolo per poterlo adattare alla serie televisiva, che si intitolava proprio La Mentira. |
Un’altra curiosità che si racconta sulle canzoni del nostro compositore oaxaqueño riguarda il brano Sabrá Dios. Si dice che il titolo nacque da un breve dialogo avvenuto in un ufficio postale, a seguito di una piccola mancanza di riguardo verso l’impiegata allo sportello. Álvaro si rivolse a lei chiamandola “signora”. La risposta immediata della donna, risentita, fu: «Signorina, per favore!».
Il nostro cantautore pensò allora tra sé una frase che sarebbe diventata il titolo di uno dei suoi maggiori successi: Sabrá Dios (“Lo saprà Dio”).
Il nostro cantautore pensò allora tra sé una frase che sarebbe diventata il titolo di uno dei suoi maggiori successi: Sabrá Dios (“Lo saprà Dio”).
|
L'ultimo sorso e ce ne andiamo...
Per concludere questo piccolo omaggio in occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa del nostro grande compositore, mi sono permesso di preparare un’antologia dei suoi maggiori successi, includendone i testi affinché possiamo cantarli tutti insieme.
Desidero sottolineare che la mia canzone preferita è sempre stata e sempre sarà El Andariego, cantata centinaia di volte durante le riunioni con amici e colleghi universitari fin da quando ero molto giovane. È un brano che mi riporta con grande nostalgia al mio periodo di studente nella stessa istituzione accademica in cui si laureò il nostro stimato autore oaxaqueño. Grazie, Poeta! |
Sabor a mí
Tanto tiempo disfrutamos de este amor. Nuestras almas se acercaron tanto así, que yo guardo tu sabor, pero tu llevas también, sabor a mí. Si negaras mi presencia en tu vivir, bastaría con abrazarte y conversar, tanta vida yo te di que por fuerza tienes ya, sabor a mí. No pretendo ser tu dueño, no soy nada yo no tengo vanidad, de mi vida doy lo bueno, soy tan pobre, que otra cosa puedo dar. Pasarán más de mil años, muchos más, yo no sé si tenga amor la eternidad, pero allá, tal como aquí, en la boca llevarás, sabor a mí. No pretendo ser tu dueño, no soy nada yo no tengo vanidad, de mi vida doy lo bueno, soy tan pobre, que otra cosa puedo dar. Pasarán más de mil años, muchos más, yo no sé si tenga amor la eternidad, pero allá, tal como aquí, en la boca llevarás, sabor a mí.
El Andariego
Yo que fui del amor ave de paso, yo que fui mariposa de mil flores, hoy siento la nostalgia de tus brazos, de aquellos tus ojazos, de aquellos tus amores. Ni cadenas, ni lágrimas me ataron, mas hoy siento la calma y el sosiego, perdona mi tardanza te lo ruego, perdona al andariego que hoy te ofrece el corazón. Hay ausencias que triunfan y la nuestra triunfó, amémonos ahora con la paz que en otro tiempo nos faltó y cuando yo me muera ni luz ni llanto, ni luto ni nada más, ahí junto a mi cruz tan sólo quiero paz. Sólo tu corazón, si recuerdas mi amor, una lágrima llévame por última vez y en silencio dirás una plegaria y por Dios, olvídame después. Hay ausencias que triunfan y la nuestra triunfó, amémonos ahora con la paz que en otro tiempo nos faltó y cuando yo me muera ni luz ni llanto, ni luto ni nada más, ahí junto a mi cruz yo sólo quiero paz. Sólo tu corazón, si recuerdas mi amor, una lágrima llévame por última vez y en silencio dirás una plegaria y por Dios, olvídame después.
Se te olvida (La Mentira)
Se te olvida que me quieres a pesar de lo que dices, pues llevamos en el alma cicatrices imposibles de borrar. Se te olvida que hasta puedo hacerte mal si me decido, pues tu amor lo tengo muy comprometido, pero a fuerzas no será. Y hoy resulta que no soy de la estatura de tu vida y al dejarme casi, casi, se te olvida que hay un pacto entre los dos. Por mi parte, te devuelvo tu promesa de adorarme, ni siquiera sientas pena por dejarme que ese pacto, no es con Dios.
Sabrá Dios
Sabrá Dios si tú me quieres o me engañas. Como no adivino, seguiré pensando que me quieres solamente a mí. No tengo derecho en realidad para dudar de ti y para no vivir feliz. Pero yo presiento que no estás conmigo aunque estás aquí. Sabrá Dios, uno no sabe nunca nada. Me dará vergüenza si este amor fracasa nada más por mi equivocación. Y debo estar loco para atormentarme sin haber razón, pero voy a luchar hasta arrancarme esta ingrata mentira de mi corazón. Me dará vergüenza si este amor fracasa nada más por mi equivocación. Y debo estar loco para atormentarme sin haber razón, pero voy a luchar hasta arrancarme esta ingrata mentira de mi corazón.
Te doy dos horas
Tú me ofreciste el cielo y la luna, todo en la vida, pero en verdad no veo cosa alguna, ni una promesa cumplida. Eres un sol que nunca sentí, eres un tiempo que yo perdí, dime cariño dime por qué te portas así. Y como en tanto tiempo perdido, ni me has dejado, ni me has querido yo, yo no he buscado donde formar otro nido. Quiero decirte que ahora comienza la recompensa de mi dolor te doy dos horas para que llenes mi vida de amor. Y como en tanto tiempo perdido ni me has dejado, ni me has querido, yo no he buscado donde formar otro nido. Quiero decirte que ahora comienza la recompensa de mi dolor, te doy dos horas para que llenes mi vida de amor.
Cancionero
Yo soy un humilde cancionero y cantarte quiero una historia humana, pues se que te ama, quien me hizo este ruego. Si la ves cancionero dile tú, que soy feliz que por ella, muchas veces te pedí una canción para brindar por su alegría. Si la ves cancionero dile claro en tu canción que en mis ojos amanece su ilusión como una nueva primavera cada día. No le digas que me viste muy triste y muy cansado. No le digas que sin ella me siento destrozado. Si la ves cancionero vuelve pronto a mí rincón y aunque mientas haz feliz mí corazón, vuelve a decirme que me quiere todavía.
Un poco más
Un poco más, y a lo mejor nos comprendemos luego. Un poco más, que tengo aromas de cariño nuevo. Volvamos al camino del amor. No importa lo que tenga que olvidar. Si vamos a sufrir por un error, es preferible un ruego. Un poco más, será un alivio para dos fracasos. Y si te vas llévate al menos mis cansados brazos, al fin que ya te di mi cariño, mi fe, mi vida entera y si no te los llevas que me importa que se queden afuera. ¿Por qué?, ¿por qué te vas mi bien tan deprisa? ¿No gozas mi agonía? Si la noche se espera todo el día, espera tú también. ¿Por qué te vas mi bien tan deprisa? ¿No gozas mi agonía? Si la noche se espera todo el día, espera tú también. ¿Por qué te vas?
Luz de luna
Yo quiero luz de luna para mi noche triste, para pensar divina la ilusión que me trajiste. Para sentirte mía, mía tú como ninguna, pues desde que te fuiste no he tenido luz de luna. Yo siento tus amarras como garfios, como garras que me ahogan en la playa de la farra y del dolor. Si llevo tus cadenas a rastras en mi noche callada, que sea plenilunada, azul como ninguna, pues desde que te fuiste no he tenido luz de luna. Si ya no vuelves nunca provincianita mía a mi selva querida que está triste y está fría. Que al menos tu recuerdo ponga luz sobre mi tumba, pues desde que te fuiste no he tenido luz de luna. Yo siento tus amarras como garfios, como garras que me ahogan en la playa de la farra y del dolor. Si llevo tus cadenas a rastras en mi noche callada, que sea plenilunada, azul como ninguna, pues desde que te fuiste no he tenido luz de luna.
Un minuto de amor
Hay un solo corazón que ha de quererte más encuentre o no razón. Hay para quererte a ti un solo corazón y yo lo tengo aquí. Muchos siglos de dolor y muchos de pesar me amenazan caer y es que me amenazas tú con no quererme dar tu vida y tu querer. Hay un solo corazón que llegaría al sacrificio por ti, si tú le dieras un minuto de amor lo dejarías tan feliz. Un minuto de tu amor, yo sé que mi canción te lo puede robar. Un minuto de tu amor con siglos de dolor te lo puedo pagar. Hay un solo corazón que llegaría al sacrificio por ti, si tú le dieras un minuto de amor lo dejarías tan feliz. Un minuto de tu amor yo sé que mi canción te lo puede robar, un minuto de tu amor con siglos de dolor te lo puedo pagar.
Como un lunar
Como se lleva un lunar todos podemos una mancha llevar. En este mundo tan profano, quien muere limpio no ha sido humano. Si vieras que terribles resultan las gentes demasiado buenas como no comprenden parece que perdonan, pero en el fondo siempre nos condenan. Vuelve conmigo, que tus errores no me causan temor, pues mucho más que todos ellos valen uno solo de tus cabellos. Como eres, así yo te quiero y por eso ya vez que al sentir tu mirada doy de espaldas al mundo para adorar tu cara…
Eso
Eso, lo que me dijiste la última vez, eso que asesina, eso chiquitina, no lo olvidaré. Eso, mi canción nocturna, nunca lo cantó, porque duele mucho soportar la pena de perder tu amor. Si ya no me quieres al menos no mientas, ni manches tu vida, es mejor que dejes cicatrices buenas sobre mis heridas. Y pensar que tuve tan cerca otros labios y los desprecié, pero no me quejo, fue maravilloso lo que te robé, pero no me quejo, fue maravilloso lo que te robé.