Cambiamenti territoriali del Messico
Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), n. 196 di marzo 2020.
Un po’ di storia messicana. Da quando il Messico ottenne la sua indipendenza, ha subito profonde trasformazioni territoriali nel corso della sua storia. Attualmente la sua estensione è di quasi 2 milioni di chilometri quadrati.
Tuttavia, iniziò la sua esperienza come nazione indipendente con quasi 5 milioni di chilometri quadrati, più del doppio dell’attuale superficie. Nel XIX secolo, i confini del territorio nazionale cambiarono in diverse occasioni. Vediamo in che modo.
Tuttavia, iniziò la sua esperienza come nazione indipendente con quasi 5 milioni di chilometri quadrati, più del doppio dell’attuale superficie. Nel XIX secolo, i confini del territorio nazionale cambiarono in diverse occasioni. Vediamo in che modo.
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1821 – Indipendenza dalla Spagna e creazione del Primo Impero Messicano
L’Impero Messicano fu uno Stato nato come risultato del movimento indipendentista della Nuova Spagna. L’organizzazione territoriale del Messico in quel momento rappresentò la massima estensione raggiunta dal Paese come nazione indipendente, con quasi 5 milioni di chilometri quadrati, più del doppio del territorio attuale. Questa vasta area comprendeva ampi territori settentrionali che oggi fanno parte degli Stati Uniti, nonché quasi tutta l’America Centrale fino al Costa Rica. |
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1823 – Separazione delle province centroamericane
Il Primo Impero Messicano terminò due anni dopo la sua creazione come nuovo Stato, a causa dei numerosi problemi interni. Nel 1823 fu instaurata la Repubblica Federale e, di conseguenza, le province centroamericane dichiararono la loro separazione definitiva dal Messico. |
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1836 – Indipendenza del Texas
Il Texas si rese indipendente dal Messico e poco dopo fu annesso agli Stati Uniti. Questo episodio ebbe inizio sedici anni prima (1820), quando il Texas era un territorio quasi disabitato. Moses Austin, un ricco imprenditore angloamericano, chiese una concessione di terre incolte al governatore spagnolo, che inizialmente rifiutò. Austin insistette nella sua richiesta e alla fine ottenne il permesso affinché circa 300 famiglie cattoliche provenienti dagli Stati Uniti si stabilissero in Texas. I primi coloni iniziarono ad arrivare alla fine del 1821. Nel corso dei dieci anni successivi giunsero in Texas quasi 25.000 coloni, per lo più angloamericani, che dimostravano maggiore lealtà verso gli Stati Uniti che verso il Messico. I nuovi insediati dichiararono infine l’indipendenza nel 1835 e si separarono dal Messico, formando la Repubblica indipendente del Texas nel 1836. Pochi anni dopo, riuscirono a far annettere il Texas agli Stati Uniti come nuovo Stato dell’Unione. |
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1840 – Indipendenza del Río Grande
All’inizio del 1840, gli Stati messicani di Coahuila, Nuevo León e Tamaulipas, insieme ad alcune aree che oggi appartengono allo Stato statunitense del Texas, tentarono di costituire la Repubblica del Río Grande, situata tra i confini della Repubblica del Texas e della Repubblica Messicana. Fu istituito un governo provvisorio con un proprio gabinetto; tuttavia, alla fine di quello stesso anno, il movimento separatista si arrese e il Río Grande fu reintegrato nel Messico dopo quella breve e fallimentare guerra d’indipendenza. |
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1841 – Nasce la Seconda Repubblica dello Yucatán
Nel 1840, lo Yucatán inviò una richiesta al governo centralista esigendo il ripristino del federalismo, in conformità con la Costituzione del 1824. Non essendo stata accolta tale richiesta, la penisola dello Yucatán dichiarò la propria indipendenza. Fu così che nel 1841 nacque la cosiddetta Seconda “Repubblica dello Yucatán”, che comprendeva gli attuali Stati di Campeche, Quintana Roo e Yucatán, i quali, durante il periodo della dominazione spagnola, avevano costituito gran parte della Capitanía General de Yucatán. |
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1842 – Il Soconusco si unisce al Messico
Il Soconusco è la regione costiera situata nella zona di confine meridionale tra Messico e Guatemala. Per quasi due decenni rimase un territorio neutrale, conteso tra i due Paesi. Nel 1842 fu firmato il decreto che sancì l’incorporazione del Soconusco al dipartimento del Chiapas e, di conseguenza, alla Nazione messicana. |
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1848 – Il Messico perde più della metà del suo territorio
Due anni prima, gli Stati Uniti avevano dichiarato guerra al Messico, spinti dalle loro ambizioni espansionistiche. Come pretesto rivendicavano un’ampia area messicana compresa tra il confine con la Repubblica del Texas e il Río Bravo (Río Grande), oltre a un risarcimento per i danni derivanti da tale disputa. Alla fine della guerra, nel 1848, il Messico fu costretto a fissare il Río Grande come nuova frontiera con il Texas, cedendo porzioni dei territori di Chihuahua, Coahuila e Tamaulipas agli Stati Uniti. Il trattato di pace obbligò inoltre il Messico a compiere ulteriori e ingenti concessioni territoriali: dovette cedere più della metà del suo territorio occidentale, comprendente l’intera area degli attuali Stati di California, Nevada, Utah, Nuovo Messico e Texas, nonché parti di Arizona, Colorado, Wyoming, Kansas e Oklahoma. Come compensazione, gli Stati Uniti si impegnarono a versare 15 milioni di dollari per i danni arrecati al territorio messicano durante la guerra. Nello stesso anno, lo Yucatán si reincorporò nella Repubblica Messicana. |
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1853 – Vendita della Mesilla
La Mesilla è un vasto territorio che oggi corrisponde alla parte meridionale degli attuali Stati di Arizona e Nuovo Messico e che in passato apparteneva al Messico. Dopo la conclusione dell’invasione statunitense del 1848, rimasero ancora diverse controversie sui confini tra Stati Uniti e Messico. Il Paese nordamericano intendeva utilizzare quelle terre per la costruzione della tratta meridionale della ferrovia transcontinentale. Durante la dittatura di Santa Anna, il governo statunitense offrì al Messico 50 milioni di dollari in cambio della cessione di Sonora, Chihuahua, Coahuila e di parte di Nuevo León, Tamaulipas, Sinaloa, Durango e dell’intera penisola della Bassa California. Fin dall’inizio, tuttavia, Santa Anna accettò di vendere soltanto la valle della Mesilla per 10 milioni di dollari. |
2020 – Il Messico di oggi
Con una superficie di 1.964.375 km², il Messico occupa attualmente il 5º posto per estensione nel continente americano e il 14º a livello mondiale. Ha 4.389 km di confini terrestri, di cui 3.155 km con gli Stati Uniti, 958 km con il Guatemala e i restanti 276 km con il Belize. Possiede inoltre una lunghissima linea costiera di 9.330 km.
Per avere un’idea delle sue dimensioni attuali: in un’area equivalente a quella del Canada (9.984.670 km²) potrebbero entrare cinque Messici; mentre in una superficie pari a quella del Messico potrebbero trovare posto quattro Spagne (505.370 km²) o più di sei Italie (301.340 km²).
Con una superficie di 1.964.375 km², il Messico occupa attualmente il 5º posto per estensione nel continente americano e il 14º a livello mondiale. Ha 4.389 km di confini terrestri, di cui 3.155 km con gli Stati Uniti, 958 km con il Guatemala e i restanti 276 km con il Belize. Possiede inoltre una lunghissima linea costiera di 9.330 km.
Per avere un’idea delle sue dimensioni attuali: in un’area equivalente a quella del Canada (9.984.670 km²) potrebbero entrare cinque Messici; mentre in una superficie pari a quella del Messico potrebbero trovare posto quattro Spagne (505.370 km²) o più di sei Italie (301.340 km²).