Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), n. 213 del febbraio 2022
Ex Residenza Presidenziale
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Ad eccezione di Adolfo López Mateos, che utilizzò l’edificio soltanto come sede per riunioni ufficiali, gli altri tredici presidenti messicani vi abitarono durante il loro mandato.
Prima di trasformarsi in Complesso Culturale, la residenza ospitò le famiglie dei presidenti: Lázaro Cárdenas (1935–1940), Manuel Ávila Camacho (1940–1946), Miguel Alemán Valdés (1946–1952), Adolfo Ruiz Cortines (1952–1958), Adolfo López Mateos (1958–1964, solo come ufficio), Gustavo Díaz Ordaz (1964–1970), Luis Echeverría (1970–1976), José López Portillo (1976–1982), Miguel de la Madrid (1982–1988), Carlos Salinas de Gortari (1988–1994), Ernesto Zedillo (1994–2000), Vicente Fox (2000–2006), Felipe Calderón (2006–2012) ed Enrique Peña Nieto (2012–2018). |
Componenti del Complesso
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Il Complesso di Los Pinos comprende quattro case indipendenti all’interno della proprietà, oltre ad altri edifici: la Casa Miguel Alemán, la Casa Adolfo Ruiz Cortines, la Casa Lázaro Cárdenas e la Casa Annessa.
Il complesso dispone inoltre di splendidi giardini attraversati da sentieri e viali ideali per piacevoli passeggiate. Di fronte alla Casa Miguel Alemán inizia la Calzada de los Presidentes, fiancheggiata da statue in bronzo a grandezza naturale dei quattordici presidenti che abitarono a Los Pinos. Sul lato opposto si trovano il Camino de la Democracia e la Rotonda de la Reforma, con busti di illustri uomini politici. Al termine del percorso, dove si conclude il complesso, sorge l’antico Molino del Rey, un grande edificio risalente all’epoca vicereale che, nel 1847, fu teatro di una sanguinosa battaglia tra l’esercito messicano e quello statunitense durante l’invasione nordamericana. |
Casa Lázaro Cárdenas
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Tradizionalmente, i presidenti del Messico post-rivoluzionario abitavano nel Castello di Chapultepec. Tuttavia, il presidente Lázaro Cárdenas dichiarò di non voler vivere in quel luogo, ritenendolo troppo sfarzoso per il suo stile di vita.
Così, il giorno stesso della cerimonia di insediamento, il 1º dicembre 1934, Cárdenas designò come residenza ufficiale il Rancho “La Hormiga”, situato nelle vicinanze del Castello, nello stesso Bosque de Chapultepec. Il nome del ranch non gli sembrò adatto a una residenza presidenziale e lo cambiò in “Los Pinos”, evocando il nome di una hacienda nei pressi di Tacámbaro, nel Michoacán, dove si era innamorato di Amalia Solórzano, che sarebbe poi diventata sua moglie. Cárdenas si trasferì nella nuova residenza nel marzo del 1935 e, per adattarla alle esigenze del presidente e della sua famiglia, ne promosse la ristrutturazione, trasformandola in un elegante chalet in stile inglese. Da allora, anche i presidenti successivi, Manuel Ávila Camacho e il suo successore Miguel Alemán, una volta entrati in carica, decisero di abitare a Los Pinos, occupando la stessa dimora. Attualmente, la Casa Lázaro Cárdenas è adibita a museo. |
Casa Miguel Alemán
All’inizio del mandato del presidente Miguel Alemán, nel 1946, la residenza iniziò ad accogliere importanti personalità del mondo politico e culturale, e lo chalet divenne insufficiente per ospitare tutti quegli illustri visitatori. Ciò portò alla decisione di costruire una nuova residenza, più adatta alle esigenze della famiglia presidenziale e dei suoi ospiti. Si stabilì quindi di edificare, a pochi metri di distanza, una casa più grande e funzionale, che sarebbe diventata la residenza ufficiale dei presidenti successivi.
All’inizio del mandato del presidente Miguel Alemán, nel 1946, la residenza iniziò ad accogliere importanti personalità del mondo politico e culturale, e lo chalet divenne insufficiente per ospitare tutti quegli illustri visitatori. Ciò portò alla decisione di costruire una nuova residenza, più adatta alle esigenze della famiglia presidenziale e dei suoi ospiti. Si stabilì quindi di edificare, a pochi metri di distanza, una casa più grande e funzionale, che sarebbe diventata la residenza ufficiale dei presidenti successivi.
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Nel 1947 ebbero inizio i lavori di costruzione della casa, che si conclusero cinque anni dopo. L’edificio fu realizzato su tre livelli: al piano superiore si trovavano le stanze della famiglia; al piano terra, i saloni ufficiali destinati al ricevimento degli ospiti e alle attività istituzionali; nel piano interrato, invece, sale per il tempo libero e per i ricevimenti.
Dalla sua costruzione, la Casa Miguel Alemán ha subito numerose modifiche per adattarsi alle esigenze dei diversi presidenti. Gli interventi più significativi furono effettuati durante il mandato di Vicente Fox, che trasformò la residenza in ufficio, mantenendo tuttavia la biblioteca, la sala da pranzo e i saloni per i ricevimenti. |
Casa Ruiz Cortines
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Adolfo Ruiz Cortines ordinò la costruzione di una terza casa, che oggi porta il suo nome. Accanto ad essa fece realizzare, tra gli altri ambienti, il Salone dei Presidenti, dove sono esposti i ritratti dei capi di Stato che hanno abitato a Los Pinos. Fece inoltre costruire l’imponente Salone “Venustiano Carranza”, destinato a riunioni ed eventi ufficiali di particolare importanza.
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Nasce il Complesso Culturale Los Pinos
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L’attuale presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, annunciò che, una volta insediatosi, non avrebbe abitato in quella residenza che, al pari del presidente Lázaro Cárdenas, considerava troppo sfarzosa per il proprio stile di vita. Così, dal 1º dicembre 2018, Los Pinos è stato trasformato in uno spazio culturale aperto al pubblico. È nato quindi il Complesso Culturale Los Pinos, concepito come luogo pubblico destinato ad avvicinare il popolo messicano alle diverse espressioni culturali e artistiche.
Dalla sua apertura come complesso culturale nel 2018 a oggi, vi sono state organizzate migliaia di attività culturali e artistiche gratuite, tra cui concerti, mostre, presentazioni di libri, spettacoli di danza, proiezioni cinematografiche e rappresentazioni teatrali. |
Questi sono i quattro automobili che servirono come mezzi di trasporto ufficiale per otto presidenti del Messico. Oggi sono custoditi nella Galleria Storica del Complesso Culturale Los Pinos. Le lussuose vetture accompagnavano i presidenti dopo la cerimonia di insediamento o in occasione della presentazione del Informe de Gobierno, nel mese di settembre di ogni anno.
I capi di Stato viaggiavano solitamente in piedi, facendosi largo tra la folla sotto una pioggia di coriandoli tricolori.
I capi di Stato viaggiavano solitamente in piedi, facendosi largo tra la folla sotto una pioggia di coriandoli tricolori.
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La Mercedes-Benz 300 cabriolet del 1959 è il veicolo più antico della collezione. Questa automobile fu utilizzata come mezzo ufficiale dai presidenti Adolfo López Mateos, Gustavo Díaz Ordaz, Luis Echeverría Álvarez e José López Portillo.
La lussuosa vettura servì anche per trasportare il presidente John F. Kennedy durante la sua visita ufficiale a Città del Messico nel 1962. |
Ford Lincoln del 1976. Questa Ford Lincoln fu un dono del presidente statunitense Jimmy Carter al governo di José López Portillo. L’automobile fu successivamente utilizzata dai presidenti Miguel de la Madrid, Carlos Salinas de Gortari ed Ernesto Zedillo. Anche Vicente Fox la impiegò dopo la cerimonia di insediamento, all’inizio del suo mandato presidenziale.