El Santo, il “Mascherato d’Argento”Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), n. 218 di luglio 2022
Gentili lettori, oggi parleremo della Lucha Libre messicana e di uno dei suoi più grandi protagonisti: El Santo, icona della cultura messicana del XX secolo.
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Lucha Libre messicana
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La Lucha Libre è uno stile di lotta professionistica corpo a corpo nato in Messico negli anni Trenta e diffusosi in tutto il territorio nazionale. La sua principale caratteristica è lo stile di combattimento, nel quale predominano acrobazie aeree, pericolosi salti fuori dal ring e l’applicazione delle “leve”, tecniche di immobilizzazione dell’avversario mediante la presa del corpo o di una delle sue estremità.
Senza dubbio, una delle attrazioni maggiori è il fatto che molti lottatori indossano una maschera per celare la propria identità e creare un personaggio dalla personalità ben definita. In Messico, la Lucha Libre è lo sport-spettacolo più popolare dopo il calcio. |
Sport, teatro e spettacolo
La Lucha Libre è un grande spettacolo che unisce teatro e sport. I dialoghi sono scritti, la storia e i colpi di scena sono concordati in anticipo e i lottatori sanno già chi vincerà l’incontro: sul ring devono interpretare il proprio ruolo.
Tuttavia, durante i combattimenti vi sono molti elementi autentici. Le acrobazie aeree sono reali; i lividi e talvolta le ferite sanguinanti lo sono altrettanto. I lottatori sono grandi atleti, ben allenati, ma anche attori altamente preparati, capaci di bilanciare la sicurezza con manovre atletiche rischiose e di confidare nell’abilità dei loro avversari affinché tutto si svolga nel migliore dei modi. |
Nascita di un eroe popolare
Rodolfo Guzmán Huerta, meglio conosciuto con il nome d’arte di El Santo, fu un lottatore professionista considerato uno dei più celebri e rappresentativi lottatori mascherati messicani di tutti i tempi. La sua carriera nel mondo della Lucha Libre durò quasi cinquant’anni e si ritiene che abbia svolto un ruolo decisivo nella popolarizzazione di questo sport in Messico.
El Santo fu anche un attore di grande successo. Sfruttando la sua popolarità, parallelamente agli incontri sul ring, intraprese una prolifica carriera cinematografica, diventando una sorta di eroe popolare e simbolo di giustizia grazie alla sua partecipazione a oltre cinquanta film.
Lo stile delle sue pellicole fu quasi sempre lo stesso: trame in cui interpretava un supereroe impegnato a combattere creature soprannaturali, scienziati folli o il crimine organizzato — in altre parole, il classico scontro tra il bene e il male. |
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Nell’abbigliamento tradizionale di El Santo predominava il colore argento (maschera, stivali, mantello e pantaloni aderenti) motivo per cui era chiamato anche “il Mascherato d’Argento”.
Nella Lucha Libre, i lottatori possono mettere in palio la propria maschera quando affrontano un altro lottatore mascherato (maschera contro maschera): chi perde deve toglierla per sempre davanti al pubblico. El Santo si ritirò dal ring nel 1982 senza che nessuno fosse mai riuscito a smascherarlo. Fuori dal quadrilatero, pochi lottatori messicani hanno custodito la propria identità con tanta discrezione quanto lui. Era estremamente attento a non mostrare il volto a nessuno. Molti giornalisti gli chiesero di togliersi la maschera; in un paio di occasioni lo fece solo per pochi istanti, rimettendola subito dopo. Soltanto nel 1984, una settimana prima della sua morte, durante un’intervista televisiva, El Santo mostrò il volto per alcuni secondi. L’immagine venne però fermata e diffusa successivamente nel telegiornale. Quel giorno fu particolarmente generoso nel rivelare gran parte del suo viso, forse presagendo che la fine fosse vicina e che non avesse più senso mantenere segreta la propria identità. Morì per un infarto miocardico all’età di 66 anni. Quando fu sepolto, indossava la sua maschera argentata, come se facesse parte della pelle del suo volto. |
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