Festa dei Morti
Por Emi Mendoza
Ogni anno, quando arriva novembre, il tempo sembra rallentare. Le giornate si accorciano, l’aria cambia odore e, quasi senza accorgercene, iniziamo a prepararci a un incontro. Non è un incontro qualunque: sono i nostri morti che tornano a farci visita.
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Il luogo dell’incontro è il cimitero. I festeggiamenti iniziano la notte del 1° novembre e raggiungono il loro culmine nelle prime ore del giorno successivo, fino all’alba. Ricordo le serate illuminate da centinaia di candele, il fumo dei falò che si mescola alla musica, alle voci, al profumo del cibo condiviso all’aperto. Si canta, si mangia, si parla a bassa voce. Si accompagna chi è tornato, offrendo conforto prima che riprenda il suo viaggio eterno.
Da bambino, la mattina presto del 2 novembre, osservavo i miei genitori muoversi con una solennità che allora non comprendevo del tutto. Li vedevo pregare davanti alle tombe dei miei nonni, deporre con cura l’offerta, sistemare i fiori, accendere le candele. Solo dopo arrivava il momento della celebrazione, quasi fosse una festa silenziosa, intima, rispettosa. Il tempo, però, non chiede permesso. Passa. E un giorno ti accorgi che il tuo posto è cambiato. Oggi sono io a recitare la preghiera, io a deporre l’offerta sulle tombe dei miei genitori. Sono io a organizzare una festa di famiglia in loro onore, proprio lì, nel cimitero. E in quel gesto sento tutta la continuità di una tradizione che non si interrompe, ma si trasmette. |
Ho imparato col tempo che questa celebrazione affonda le sue radici molto lontano. I nostri antenati veneravano i defunti già in epoca precolombiana, anche se lo facevano in un altro periodo dell’anno, all’inizio dell’estate. Con l’arrivo degli spagnoli, la festa fu spostata a novembre, fondendosi con Ognissanti e la Commemorazione dei Morti. Da questa sovrapposizione nacque un rito nuovo, sincretico, che ancora oggi distingue il 1° novembre, dedicato ai bambini defunti, dal 2 novembre, riservato agli adulti.
I preparativi iniziano diversi giorni prima. Si puliscono e si decorano le tombe, si costruiscono le offerte. Nelle case compaiono piccoli altari: a volte semplici, su un tavolo, altre volte complessi, su più livelli. Ogni altare racconta una storia. Ci sono le fotografie dei defunti, le immagini sacre, gli oggetti personali. Ci sono soprattutto i loro cibi preferiti: riso, pollo in salsa mole, frutta, liquori. E non manca mai il pan de muerto, il pane dei morti, che esiste solo per questo momento dell’anno.
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Se l’ofrenda è dedicata a un bambino, compaiono dolci e giocattoli. Tutto viene disposto con una cura quasi amorevole: tovaglie ricamate, carta colorata ritagliata in figure leggere, candele accese e fiori ovunque. Tra questi, la calendula, con i suoi colori accesi tra l’arancione e il giallo, domina la scena. Si dice che il suo colore illumini il cammino delle anime. Io non so se sia vero, ma so che senza quei fiori la festa non sarebbe la stessa.
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Fiore d Cempoalxóchitl o Cempasúchil (Tagete)
Osservare le decorazioni colorate sulle tombe e sugli altari è uno spettacolo davvero spettacolare. Le decorazioni sono prevalentemente in tonalità che vanno dall'arancione al giallo, grazie ai fiori di Tagete (Tagetes erecta). Si crede che questo colore vibrante aiuti a illuminare il cammino delle anime che visitano la terra durante la celebrazione. Probabilmente conoscete i fiori di questa pianta, originaria del Messico e diffusa in tutto il mondo. Tuttavia, mentre nel resto del mondo viene utilizzata semplicemente per la sua bellezza e senza alcun significato particolare, in Messico è uno dei simboli della tradizionale celebrazione del Giorno dei Morti.
La mescolanza delle culture continua
A causa della forte influenza culturale nordamericana in Messico, la nostra usanza di onorare i defunti continua a evolversi. Negli ultimi decenni, la tradizionale festa anglosassone (di origine celtica) nota come Halloween, celebrata il 31 ottobre, ha guadagnato popolarità nel nostro Paese. Sebbene questa festa non abbia alcuna base religiosa, condivide un legame con la tradizione messicana con la morte e, a causa della vicinanza delle date, le due celebrazioni si stanno intrecciando, creando confusione, soprattutto tra le giovani generazioni. Tuttavia, le due celebrazioni possono essere facilmente distinte analizzando quanto segue: la festa anglosassone è un intrattenimento che promuove la paura dei morti e dei mostri immaginari come strumento commerciale; al contrario, la celebrazione del Giorno dei Morti è una vera e propria festa familiare e religiosa che viviamo con intensa gioia:
"Que viva el día de muertos!" (Lunga vita al Giorno dei Morti!)