Triste e atipica festa del Día de Muertos a causa del coronavirus in Messico
Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), n. 202 di novembre 2020.
La festività del Día de Muertos in Messico consiste in riunioni di familiari e amici per accompagnare, pregare e ricordare i nostri cari defunti che, secondo la nostra tradizione, in quel giorno fanno un ritorno temporaneo sulla terra.
La celebrazione si svolge nel luogo in cui riposano le loro spoglie, cioè nel cimitero. La festa inizia la sera del primo novembre e raggiunge il suo momento più intenso durante la notte e fino all’alba del giorno successivo.
Quest’anno, tuttavia, la ricorrenza è stata fortemente condizionata dalla pandemia, che ha già causato oltre 90.000 vittime in tutto il Paese, dando luogo a una delle celebrazioni più atipiche degli ultimi anni.
Il Governo federale ha disposto la chiusura dei cimiteri o il controllo rigoroso degli accessi per evitare assembramenti. Le autorità hanno raccomandato ai messicani di non riunirsi e di celebrare la ricorrenza nelle proprie case, limitandosi a una commemorazione familiare e domestica con le tradizionali ofrendas.
La celebrazione si svolge nel luogo in cui riposano le loro spoglie, cioè nel cimitero. La festa inizia la sera del primo novembre e raggiunge il suo momento più intenso durante la notte e fino all’alba del giorno successivo.
Quest’anno, tuttavia, la ricorrenza è stata fortemente condizionata dalla pandemia, che ha già causato oltre 90.000 vittime in tutto il Paese, dando luogo a una delle celebrazioni più atipiche degli ultimi anni.
Il Governo federale ha disposto la chiusura dei cimiteri o il controllo rigoroso degli accessi per evitare assembramenti. Le autorità hanno raccomandato ai messicani di non riunirsi e di celebrare la ricorrenza nelle proprie case, limitandosi a una commemorazione familiare e domestica con le tradizionali ofrendas.
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Libertà per le ofrendas domestiche
L’ofrenda del Día de Muertos, così come oggi è conosciuta in Messico, è il risultato della fusione tra credenze ed elementi religiosi del Vecchio e del Nuovo Continente. Si tratta di altari domestici allestiti per accogliere i nostri defunti. A seconda delle possibilità della famiglia, gli altari possono essere molto semplici, collocati su un piccolo tavolo, ma esistono anche quelli più elaborati, costruiti su più livelli. Ogni ofrenda espone le fotografie dei propri cari commemorati, accanto a immagini religiose e a oggetti personali che essi utilizzavano in vita. La tavola si arricchisce inoltre con i cibi e le bevande che prediligevano (riso, mole con pollo, frutta, liquori, ecc.) e non può mancare il tipico pan de muerto, preparato esclusivamente in questo periodo dell’anno. Se la famiglia ricorda un bambino defunto, sull’altare si aggiungono dolci e giocattoli. Ogni famiglia cura con grande attenzione la decorazione del proprio altare: lo ricopre con eleganti tovaglie e lo adorna con papel picado, ritagliato in diverse forme. Le decorazioni sono completate da candele votive e da vari tipi di fiori, tra cui predomina il cempasúchil. In alcuni luoghi pubblici vengono allestiti grandi altari per rendere omaggio a personaggi illustri scomparsi. La pandemia non è riuscita a fermare la tradizione delle ofrendas, che è profondamente radicata nel nostro Paese. |