Isola di Janitzio
Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), n. 200 di luglio 2020.
Cari lettori, vi racconto che, alcune settimane prima che la quarantena ci costringesse a chiuderci in casa, abbiamo avuto l’opportunità di visitare Janitzio, l’isola principale del lago di Pátzcuaro, nello Stato del Michoacán, nell’ovest della Repubblica messicana. È davvero un incanto!
Villaggio di pescatori
Janitzio è la più grande delle piccole isole che si trovano nel lago di Pátzcuaro e vi si può arrivare soltanto con imbarcazioni turistiche che partono regolarmente dal molo della città di Pátzcuaro.
Janitzio nacque come villaggio di pescatori che utilizzavano particolari reti fissate a una struttura a forma di ali di farfalla. Il borgo si trova sulla sommità di un promontorio naturale dell’isola, di origine vulcanica. Siamo saliti a piedi lungo viuzze costellate di piccoli ristoranti e bancarelle di artigianato locale. I negozietti offrono una grande varietà di tessuti e opere d’arte realizzate a mano. Durante la discesa ne abbiamo approfittato per assaporare la gastronomia del luogo e acquistare qualche souvenir. I ristoranti sono molto pittoreschi e vi si possono gustare il tradizionale pescado blanco oppure i charales, un tipo di pesce molto piccolo che si consuma fritto, con salsa piccante e qualche goccia di limone. I charales vengono generalmente serviti come antipasto, ma possono anche essere utilizzati come ripieno per i tacos. L’isola conta circa 2.500 abitanti, la maggior parte dei quali di origine indigena purépecha. |
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Monumento a Morelos
Prima ancora di raggiungere in barca la piccola isola di Janitzio, potevamo già ammirare da lontano un’imponente statua che si erge nel punto più alto dell’isola. Alta poco più di 47 metri, la statua raffigura l’eroe della patria José María Morelos y Pavón, che solleva con orgoglio il braccio destro con il pugno chiuso in segno di trionfo, mentre con la mano sinistra regge una spada alla quale si appoggia. La statua monumentale è leggermente più alta della Statua della Libertà di New York, senza considerare il basamento di quest’ultima. |
L’enorme effigie fu realizzata nel 1933 su incarico dell’allora governatore dello Stato del Michoacán, Lázaro Cárdenas, dallo scultore Guillermo Ruíz, con la collaborazione degli artisti Juan Cruz, Francisco Zúñiga e Juan Tirado.
All’interno della maestosa statua si trova un museo con dipinti che decorano le pareti lungo la scala a chiocciola che conduce alla sommità. Attraverso questi murales, realizzati da Ramón Alva de la Canal, viene narrata la storia dell’eroe nazionale.
Abbiamo salito i 140 gradini che ci hanno condotto fino al pugno, il punto più alto della statua, e, man mano che salivamo, ammiravamo i murales che raffigurano i passaggi storici più significativi della vita del leader insurgente Morelos.
Una volta in cima, abbiamo potuto contemplare la splendida vista dell’isola, del lago e dei suoi dintorni attraverso le feritoie ricavate nel gigantesco pugno di Morelos.
All’interno della maestosa statua si trova un museo con dipinti che decorano le pareti lungo la scala a chiocciola che conduce alla sommità. Attraverso questi murales, realizzati da Ramón Alva de la Canal, viene narrata la storia dell’eroe nazionale.
Abbiamo salito i 140 gradini che ci hanno condotto fino al pugno, il punto più alto della statua, e, man mano che salivamo, ammiravamo i murales che raffigurano i passaggi storici più significativi della vita del leader insurgente Morelos.
Una volta in cima, abbiamo potuto contemplare la splendida vista dell’isola, del lago e dei suoi dintorni attraverso le feritoie ricavate nel gigantesco pugno di Morelos.
Janitzio e l’arte
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Sono state realizzate diverse opere cinematografiche ambientate in questa piccola isola. Nel 1935 uscì il film Janitzio, diretto da Carlos Navarro e interpretato da Emilio Fernández. Alcuni anni più tardi, nel 1948, fu presentato Maclovia, con María Félix e Pedro Armendáriz; in questa occasione partecipò anche Emilio Fernández, ma in qualità di regista.
Janitzio è anche il titolo di un poema sinfonico del compositore messicano Silvestre Revueltas, scritto nel 1933. Agustín Lara, uno dei nostri compositori più importanti e prolifici, si ispirò a sua volta a quest’isola per creare una splendida canzone che porta lo stesso nome. Si racconta che, durante una delle sue visite a Janitzio, il musicista-poeta compose questo triste ma straordinario poema musicale che, per congedarmi, vi invito ad ascoltare nella magnifica interpretazione di Aída Cuevas. |
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Janitzio (Agustín Lara)
Son las redes de plata un encaje tan sutil, Mariposas que duermen en la noche de zafir, Como brilla la luna sobre un lago de cristal; Así brillan tus ojos cuando acaban de llorar. Noches de serenata de plata y organdí, Quejas para la ingrata que por traidor perdí, Plenilunio de gloria, historia que se va, Ilusión que se pierde y que nunca volverá. Si me mata tu ausencia, si me ahoga la inquietud. Si no me tienes clemencia para esta esclavitud. Que las aguas se lleven mi llanto y mi dolor Que recoja Janitzio el perfume de mi amor Que recoja Janitzio el perfume de mi amor. |