Morelia, Michoacán
Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), n. 194 di dicembre 2019.
|
Cari lettori, benvenuti in questa piccola finestra virtuale aperta per mostrarvi alcune cose belle del nostro Messico, Lindo e Querido. In questa occasione voglio parlarvi di una gita lampo che abbiamo fatto nella città di Morelia, capitale dello Stato di Michoacán.
Un paio di mesi fa abbiamo deciso di visitare per un weekend la splendida città di Morelia, situata a circa 300 km a ovest della Città del Messico. Forse un weekend non è sufficiente per vedere tutti i luoghi interessanti che la capitale michoacana ha da offrire, ma almeno siamo riusciti a conoscere i principali monumenti e a gustare alcuni dei suoi squisiti piatti locali. |
Città di Morelia
|
La città di Morelia fu fondata nel 1541 con il nome di Città di Michoacán, sul valle di Guayangareo, per ordine di Antonio de Mendoza. Quattro anni più tardi il nome della città fu cambiato in Valladolid, anche conosciuta come «Il giardino della Nuova Spagna». Durante la guerra d’indipendenza, la città di Valladolid partecipò attivamente e, nel 1828, cambiò il suo nome in quello attuale: Morelia, in onore di José María Morelos y Pavón, eroe dell’indipendenza messicana nato proprio in quella città.
|
Cattedrale di Morelia
|
La cattedrale di Morelia è dedicata alla Trasfigurazione del Signore. La costruzione ebbe inizio a metà del XVII secolo, durante il periodo del vicereame, e richiese più di 80 anni per essere completata. L’edificio è di stile barocco e il suo caratteristico colore rosa è dovuto al tipo di pietra impiegata, estratta da cave locali. Da lontano è possibile ammirare i campanili, alti 70 metri, che si ergono sopra gli altri edifici circostanti.
A differenza delle altre cattedrali, la cui facciata principale si affaccia su un giardino o su una piazza principale, quella di Morelia si apre su un viale, rendendola l’unica cattedrale del Paese priva di piazza principale (zócalo). All’interno si trovano alcuni tesori, tra cui il Manifestatore d’argento, un piccolo tempietto dove è esposto il Santissimo Sacramento per l’adorazione dei fedeli cristiani. Anche il battisterio è d’argento ed è stato realizzato in stile neoclassico. Oltre a preziosi dipinti, vi è la scultura del “Cristo di canna di mais”, una tecnica preispanica che utilizzava pasta di canna di mais per creare figure locali e, successivamente, europee. All’interno è presente inoltre un organo monumentale composto da 4 600 canne, importato dalla Germania nel 1905; all’epoca era il più grande dell’emisfero occidentale. Grazie a questo enorme strumento, numerosi eventi artistici e culturali si svolgono nella cattedrale, come il Festival Internazionale dell’Organo di Morelia e il Festival Internazionale della Musica di Morelia. All’ingresso di questo monumento storico è posta una targa commemorativa per la visita di Papa Francesco alla cattedrale nel 2016. |
Plaza de Armas (Plaza de los Mártires)
|
Piazza delle Armi (Piazza dei Martiri). La Piazza delle Armi è un bellissimo giardino con un chiosco centrale. Presenta percorsi che partono dal centro di ciascuno dei lati e delle diagonali, tutti convergenti al centro della piazza. Questa piazza faceva parte della Plaza Mayor, che fu divisa dalla costruzione della cattedrale. In questo modo si crearono due piccole piazze ai lati della chiesa: da un lato, la Plaza de San Juan, oggi chiamata Plaza Melchor Ocampo; dall’altro, la Piazza delle Armi. Oltre a essere stata usata come spazio per magazzini e laboratori, la piazza ha funzionato anche come luogo commerciale per molti anni. Questa piazza è anche conosciuta come “Piazza dei Martiri”, poiché fu testimone di punizioni pubbliche di persone che partecipavano alla guerra d’indipendenza.
|
Fontana delle Tarascas
Dopo aver visitato la cattedrale, abbiamo iniziato una passeggiata a piedi lungo l’avenida Madero, dove abbiamo ammirato la splendida architettura coloniale dei suoi edifici. Siamo terminati in una piccola glorieta di fronte agli archi dell’acquedotto.
|
In quella rotonda si trova la Fontana delle Tarascas, un monumento dedicato alla generosità della terra michoacana. Nella scultura si vedono tre donne indigene con il busto nudo che rappresentano tre importanti principesse della cultura purépecha. Le tre donne sono inginocchiate e, con le braccia alzate, reggono un vassoio colmo di frutti che simboleggia fertilità e abbondanza. La fontana è stata realizzata in bronzo colato nel 1984 ed è una replica di una fontana precedente costruita in pietra e cemento.
|
Acquedotto di Morelia
Uno dei monumenti architettonici più rappresentativi della città di Morelia è, senza dubbio, l’Acquedotto. L’attuale acquedotto iniziò la sua costruzione nel 1785 a seguito del crollo di una parte del precedente condotto d’acqua, che lasciò la città senza approvvigionamento di acqua potabile. L’intera struttura supera i 1 700 metri di lunghezza ed è composta da 253 archi; la sua altezza massima, poco più di 9 metri, si raggiunge nella zona in cui si trova la Fontana delle Tarascas. Lungo il suo percorso si trovano due cisterne d’acqua, una all’inizio e l’altra a circa 700 metri dalla prima.
L’acquedotto trasportava l’acqua fino ai confini della città, da dove veniva distribuita tramite tubazioni sotterranee di argilla alle case della periferia. Una delle cisterne dell’acquedotto è raffigurata sul retro delle banconote da 50 pesos messicani.
La struttura cessò di funzionare agli inizi del XX secolo e fu restaurata nel 1998, divenendo parte integrante della splendida architettura della città.
La struttura cessò di funzionare agli inizi del XX secolo e fu restaurata nel 1998, divenendo parte integrante della splendida architettura della città.
Palazzo Municipale
|
L’edificio che attualmente ospita il governo municipale fu costruito nel 1781 per allestire la fabbrica del tabacco. All’inizio della guerra d’indipendenza, in questo monumento storico fu proclamata l’abolizione della schiavitù nella Nuova Spagna da parte di Miguel Hidalgo. Successivamente, nel 1824, l’edificio fu occupato dal Governo dello Stato, sebbene la fabbrica continuò a operare per alcuni anni ancora al piano superiore. Infine, nel 1856, l’immobile divenne la sede del Municipio di Morelia.
|
|
L’edificio è di stile barocco, si sviluppa su due livelli ed è disposto attorno a due cortili. Il cortile principale è circondato da corridoi con archi e, nello spazio sotto la scala che porta al piano superiore, il fondo è occupato dallo scudo della città. Salendo al livello superiore si trova un piccolo monumento con il busto di don José María Morelos. Questo cortile, di forma quadrata, presenta una composizione dinamica, poiché il suo pavimento è caratterizzato da un disegno architettonico di forma ottagonale.
|
Casa Natale di Morelos
|
La Casa natale di Morelos, oggi convertita in museo, rappresenta il luogo in cui nacque, nel 1765, don José María Morelos y Pavón, considerato uno dei più importanti eroi dell’Indipendenza.
La casa originale in cui nacque Morelos non esiste più, poiché fu demolita nel 1888 e ricostruita adottando lo stile neoclassico attuale. Il museo conserva in esposizione permanente dipinti, documenti e oggetti personali del generalissimo Morelos che illustrano la sua vita, le campagne militari, il percorso del movimento indipendentista che egli contribuì a fondare e la sua fucilazione. Tra i documenti storici spicca una riproduzione dell’originale del manoscritto Sentimientos de la Nación, dove è presente la firma di Morelos e la sua celebre frase: «Dove io nacqui fu il Giardino della Nuova Spagna». |
|
La casa è di un unico piano, organizzata attorno a due piccoli cortili interni. Accanto alla casa si trova un giardino dedicato alla vita indipendentista del protagonista. In questo giardino è esposta una replica della campana di Dolores, che il sacerdote Miguel Hidalgo y Costilla fece suonare nella notte del 16 settembre 1810 per avviare il movimento per l’Indipendenza del Messico.
Per accedere al giardino è necessario passare attraverso una stanza dove si trova la torcia eterna che illumina il luogo esatto della nascita di Morelos. |
Antico Palazzo di Giustizia
|
Su un lato della Plaza de Armas si trova l’antico Palacio de Justicia, che attualmente funge da Museo e Archivio Storico. Tuttavia, l’edificio nacque come Casa Consistoriale, dove fu istituita la prima giunta del governo della Nuova Spagna nella vecchia Valladolid. Durante il suo restauro, la facciata fu modificata, assumendo uno stile francese, mentre l’architettura interna è dominata dallo stile coloniale. Il cortile principale, circondato da corridoi con archi, presenta la caratteristica architettonica di un arco penzolante in ciascuno dei quattro angoli del piano terra, cioè archi sospesi senza supporto di colonna.
|
Nel vano della scala del cortile che conduce al secondo piano si trova il murale intitolato «Morelos e la Giustizia», realizzato dal michoacano Agustín Cárdenas nel 1976. Il dipinto rende omaggio a Morelos come a un uomo visionario che dotò la sua terra di un’organizzazione costituzionale minuziosa e profonda. Il contenuto dell’opera richiama il momento in cui fu firmata la Costituzione del 1814 e l’istante in cui fu istituito il Primo Tribunale Superiore del Messico, con sede proprio in questo edificio.
Morelia e Morelos compaiono sulle banconote da 50 pesos messicani.
Sul lato anteriore della banconota è presente un’incisione di José María Morelos, mentre sul retro vi è raffigurata una cisterna d’acqua dell’Acquedotto di Morelia.
L'ultima e ce ne andiamo: i "Bambini di Morelia", minorenni spagnoli esiliati in Messico
Per concludere questo breve articolo desidero ricordare che la città di Morelia, più di 80 anni fa, offrì asilo a 456 bambini provenienti da famiglie spagnole duramente colpite dalla guerra civile (1936‑1937). L’idea iniziale era proteggere i minori orfani o i figli dei combattenti repubblicani per alcuni mesi, mentre la guerra volgeva al termine.
|
Tuttavia, la sconfitta repubblicana e la Seconda Guerra Mondiale costrinsero a un esilio permanente di quei bambini in questa città. La Spagna aveva richiesto aiuto internazionale dopo aver subito un attacco aereo sulla popolazione civile di Garnica nell’aprile 1937. Furono pochi i governi che offrirono aiuto a quella causa repubblicana, tra cui il Messico, che accolse a braccia aperte più di 20 000 spagnoli, inclusi i minori citati.
|
Nonostante le numerose difficoltà incontrate durante l’infanzia e l’adolescenza in Messico, i “Bambini di Morelia” furono persone oneste: fondarono famiglie, diedero il meglio di sé ai propri figli e contribuirono con il loro lavoro a costruire un Messico migliore. Nel 1987 si tenne un evento commemorativo per celebrare il cinquantesimo anniversario dell’arrivo dei “Bambini di Morelia” in Messico, organizzato da un gruppo composto proprio da loro; durante l’evento ringraziarono il popolo messicano e il presidente Lázaro Cárdenas per averli accolti in quell’occasione. Oggi pochissimi “Bambini di Morelia” risiedono ancora a Morelia; gli altri sono tornati in Spagna o sono emigrati in altri paesi. Tra i sopravvissuti, i più giovani devono ora avere circa 86‑87 anni.