Murale: L'acqua, origine della vita
Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), n. 215 di aprile 2022.
Gentili lettori, in questa occasione desidero parlarvi di un murale subacqueo che Diego Rivera dipinse settant’anni fa e che intitolò:
L’acqua, origine della vita.
L’acqua, origine della vita.
Partecipazione al Sistema Lerma
Il murale si trova nell’edificio di ricezione delle acque del “Sistema Lerma”, costruito nel centro del Paese tra il 1942 e il 1951 per rifornire di acqua potabile la Città del Messico.
L’acqua veniva trasportata dal bacino del Lerma attraverso un acquedotto sotterraneo lungo 62 chilometri e largo 2,5 metri. La ricezione delle acque avveniva tramite un ampio bacino di distribuzione, dove l’acqua in movimento ruota e attenua la propria forza, chiamato “cárcamo”, dotato di quattro paratoie, ciascuna delle quali convoglia il liquido verso un diverso serbatoio di accumulo.
Il murale si trova nell’edificio di ricezione delle acque del “Sistema Lerma”, costruito nel centro del Paese tra il 1942 e il 1951 per rifornire di acqua potabile la Città del Messico.
L’acqua veniva trasportata dal bacino del Lerma attraverso un acquedotto sotterraneo lungo 62 chilometri e largo 2,5 metri. La ricezione delle acque avveniva tramite un ampio bacino di distribuzione, dove l’acqua in movimento ruota e attenua la propria forza, chiamato “cárcamo”, dotato di quattro paratoie, ciascuna delle quali convoglia il liquido verso un diverso serbatoio di accumulo.
Partecipazione artistica di Diego Rivera
Un anno prima del completamento di quell’imponente opera idraulica, Diego Rivera fu invitato a partecipare agli interventi di abbellimento del cárcamo, punto terminale del Sistema Lerma. Gli venne chiesto di realizzare il murale L’acqua, origine della vita.
Rivera accettò con entusiasmo di prendere parte al progetto, nel quale avrebbe dimostrato che la collaborazione tra pittori, architetti e ingegneri poteva dar vita a una nuova formula estetica.
Un anno prima del completamento di quell’imponente opera idraulica, Diego Rivera fu invitato a partecipare agli interventi di abbellimento del cárcamo, punto terminale del Sistema Lerma. Gli venne chiesto di realizzare il murale L’acqua, origine della vita.
Rivera accettò con entusiasmo di prendere parte al progetto, nel quale avrebbe dimostrato che la collaborazione tra pittori, architetti e ingegneri poteva dar vita a una nuova formula estetica.
Storia della vita
Diego Rivera dipinse il murale all’interno del vano che avrebbe distribuito l’acqua ai serbatoi attraverso le quattro paratoie; per questo motivo l’opera sarebbe rimasta parzialmente sommersa.
Attraverso immagini simboliche, il pittore narra la storia della vita sul nostro pianeta a partire dall’acqua, ispirandosi alla teoria sull’origine della vita del biologo russo Alexander Oparin.
Cominciò dal pavimento, raffigurando la vita microscopica composta dai primi organismi unicellulari, insieme ad altre forme di vita più elementari. Proseguì poi sulle pareti con la rappresentazione dell’evoluzione, mostrando la formazione di colonie sempre più complesse dei regni vegetale e animale, fino a culminare con la comparsa dell’essere umano, personificato in un uomo originario dell’Africa e in una donna dai tratti orientali che, secondo le conoscenze paleontologiche degli anni Cinquanta, rappresentavano i primi Homo sapiens che abitarono la Terra.
Diego Rivera dipinse il murale all’interno del vano che avrebbe distribuito l’acqua ai serbatoi attraverso le quattro paratoie; per questo motivo l’opera sarebbe rimasta parzialmente sommersa.
Attraverso immagini simboliche, il pittore narra la storia della vita sul nostro pianeta a partire dall’acqua, ispirandosi alla teoria sull’origine della vita del biologo russo Alexander Oparin.
Cominciò dal pavimento, raffigurando la vita microscopica composta dai primi organismi unicellulari, insieme ad altre forme di vita più elementari. Proseguì poi sulle pareti con la rappresentazione dell’evoluzione, mostrando la formazione di colonie sempre più complesse dei regni vegetale e animale, fino a culminare con la comparsa dell’essere umano, personificato in un uomo originario dell’Africa e in una donna dai tratti orientali che, secondo le conoscenze paleontologiche degli anni Cinquanta, rappresentavano i primi Homo sapiens che abitarono la Terra.
Tempio sacro
Diego Rivera concepì l’edificio del cárcamo come un tempio sacro dedicato all’acqua e dipinse su una parete del vano grandi mani che rappresentano il dono dell’acqua al popolo, metafora della generosità della natura. Si tratta delle mani dell’antico dio Tlaloc, divinità legata al prezioso elemento in diverse culture mesoamericane. Ai lati delle mani del dio Tlaloc, Rivera raffigurò i lavoratori intenti a scavare i grandi tunnel e a dissetare gli abitanti, celebrando così l’opera umana al servizio della collettività.
Diego Rivera concepì l’edificio del cárcamo come un tempio sacro dedicato all’acqua e dipinse su una parete del vano grandi mani che rappresentano il dono dell’acqua al popolo, metafora della generosità della natura. Si tratta delle mani dell’antico dio Tlaloc, divinità legata al prezioso elemento in diverse culture mesoamericane. Ai lati delle mani del dio Tlaloc, Rivera raffigurò i lavoratori intenti a scavare i grandi tunnel e a dissetare gli abitanti, celebrando così l’opera umana al servizio della collettività.
L’acqua, liquido vitale
Diego Rivera mette in evidenza nel murale l’importanza dell’acqua come fonte di vita e di ricchezza, ma anche come simbolo di igiene e di svago. A questo proposito raffigurò sua figlia Ruth Rivera mentre si gode l’acqua nuotando. Su ciascuna delle pareti contrappone diversi gruppi umani: le razze, l’uomo e la donna, le classi sociali, la città e la campagna.
Diego Rivera mette in evidenza nel murale l’importanza dell’acqua come fonte di vita e di ricchezza, ma anche come simbolo di igiene e di svago. A questo proposito raffigurò sua figlia Ruth Rivera mentre si gode l’acqua nuotando. Su ciascuna delle pareti contrappone diversi gruppi umani: le razze, l’uomo e la donna, le classi sociali, la città e la campagna.
Omaggio a ingegneri e operai
Diego Rivera rese omaggio, nel suo dipinto, anche agli ingegneri e agli operai che parteciparono ai dieci anni di costruzione del Sistema Lerma, raffigurandoli sulle quattro paratoie che ridistribuivano l’acqua verso i serbatoi di accumulo.
Diego Rivera rese omaggio, nel suo dipinto, anche agli ingegneri e agli operai che parteciparono ai dieci anni di costruzione del Sistema Lerma, raffigurandoli sulle quattro paratoie che ridistribuivano l’acqua verso i serbatoi di accumulo.
Deterioramento del dipinto e restauro
A Diego Rivera fu assicurato che i colori che avrebbe utilizzato erano resistenti all’acqua. Tuttavia, la pittura non resse e, nel corso degli anni, l’immagine del murale andò progressivamente sbiadendosi.
Per restaurare e salvaguardare l’opera, fu necessario deviare il flusso dell’acqua che, dal 1992, scorre ai lati dell’edificio senza più entrare in contatto con il murale. Da allora, l’edificio del cárcamo è stato trasformato esclusivamente in museo.
A Diego Rivera fu assicurato che i colori che avrebbe utilizzato erano resistenti all’acqua. Tuttavia, la pittura non resse e, nel corso degli anni, l’immagine del murale andò progressivamente sbiadendosi.
Per restaurare e salvaguardare l’opera, fu necessario deviare il flusso dell’acqua che, dal 1992, scorre ai lati dell’edificio senza più entrare in contatto con il murale. Da allora, l’edificio del cárcamo è stato trasformato esclusivamente in museo.