Museo Diego Rivera Anahuacalli
Pubblicato da Emi Mendoza nella revista Il Pollo Urbano nº183 (octubre, 2018)
Cari lettori,
dopo la nostra meritata pausa estiva, eccoci nuovamente qui per raccontarvi ancora qualcosa sul nostro amato México lindo y querido. In questa occasione desidero invitarvi a compiere una visita virtuale al Museo Anahuacalli, progettato dal nostro più grande pittore e muralista, Diego Rivera.
dopo la nostra meritata pausa estiva, eccoci nuovamente qui per raccontarvi ancora qualcosa sul nostro amato México lindo y querido. In questa occasione desidero invitarvi a compiere una visita virtuale al Museo Anahuacalli, progettato dal nostro più grande pittore e muralista, Diego Rivera.
Proprio così, cari amici, durante le scorse vacanze ho visitato il Museo Anahuacalli, situato nel quartiere di Coyoacán, a sud di Città del Messico. L’imponente edificio fu progettato dallo stesso Diego Rivera, che per gli aspetti ingegneristici si avvalse della collaborazione dell’architetto Juan O'Gorman. Con questo progetto Rivera dimostrò il suo profondo interesse per l’architettura, un lato dell’artista forse meno conosciuto.
Il museo fu concepito come un vero e proprio tempio della cultura, destinato ad accogliere la sua vasta collezione di arte preispanica. Rivera si ispirò all’architettura dell’antica Mesoamerica, arricchendola con alcuni tocchi personali.
Alla morte di Rivera, nel 1957, la costruzione non era ancora completata. L’opera fu terminata alcuni anni più tardi sotto la supervisione dell’architetto O’Gorman e di Ruth, figlia dell’artista. Il museo aprì le sue porte al pubblico nel 1964.
Significato di Anahuacalli
Il nome Anahuacalli significa letteralmente in nahuatl: “Casa di Anáhuac”. Anáhuac era il nome con cui si indicava il Messico prima della conquista spagnola e oggi designa la parte meridionale dell’altopiano centrale messicano, che fu il cuore della civiltà azteca. In lingua nahuatl, Anáhuac significa “circondato dall’acqua”; di conseguenza, Anahuacalli può essere interpretato come “Casa di Anáhuac” oppure, in senso più evocativo, “Casa circondata dall’acqua”.
Il nome Anahuacalli significa letteralmente in nahuatl: “Casa di Anáhuac”. Anáhuac era il nome con cui si indicava il Messico prima della conquista spagnola e oggi designa la parte meridionale dell’altopiano centrale messicano, che fu il cuore della civiltà azteca. In lingua nahuatl, Anáhuac significa “circondato dall’acqua”; di conseguenza, Anahuacalli può essere interpretato come “Casa di Anáhuac” oppure, in senso più evocativo, “Casa circondata dall’acqua”.
Architettura e paesaggio
Con questa costruzione, Diego Rivera volle rendere omaggio all’architettura preispanica. Sia l’aspetto esterno dell’edificio sia gli spazi interni evocano le strutture templari delle civiltà precolombiane.
La sensazione di trovarsi di fronte al basamento di un antico tempio è accentuata dall’uso della pietra vulcanica scura impiegata nella costruzione. Invece di utilizzare i tradizionali mattoni per erigere i muri, si scelse di sfruttare le pietre già presenti sul luogo.
In effetti, Coyoacán è una delle zone di Città del Messico caratterizzate da un terreno particolarmente roccioso, dovuto agli strati di lava solidificata prodotti dall’eruzione del vulcano Xitle oltre 2.400 anni fa.
La roccia vulcanica predominante in quest’area ha dato origine a un paesaggio quasi desertico, dove le piante crescono nel sottile strato di terra accumulato sopra le rocce o tra le loro fenditure. È proprio in questo ecosistema pietroso che si inserisce armoniosamente l’architettura del Museo Anahuacalli.
Con questa costruzione, Diego Rivera volle rendere omaggio all’architettura preispanica. Sia l’aspetto esterno dell’edificio sia gli spazi interni evocano le strutture templari delle civiltà precolombiane.
La sensazione di trovarsi di fronte al basamento di un antico tempio è accentuata dall’uso della pietra vulcanica scura impiegata nella costruzione. Invece di utilizzare i tradizionali mattoni per erigere i muri, si scelse di sfruttare le pietre già presenti sul luogo.
In effetti, Coyoacán è una delle zone di Città del Messico caratterizzate da un terreno particolarmente roccioso, dovuto agli strati di lava solidificata prodotti dall’eruzione del vulcano Xitle oltre 2.400 anni fa.
La roccia vulcanica predominante in quest’area ha dato origine a un paesaggio quasi desertico, dove le piante crescono nel sottile strato di terra accumulato sopra le rocce o tra le loro fenditure. È proprio in questo ecosistema pietroso che si inserisce armoniosamente l’architettura del Museo Anahuacalli.
Città delle arti
Negli anni Trenta, Diego Rivera e Frida Kahlo acquistarono un’ampia estensione di terreno nel sud di Città del Messico con l’intenzione di avviare una fattoria. Tuttavia, nel 1941, al ritorno dagli Stati Uniti, Rivera cambiò idea e decise che proprio in quel luogo avrebbe costruito una città dedicata alle arti e all’esposizione della sua collezione di arte precolombiana.
Il sogno di Rivera era creare uno spazio artistico in cui danza, musica e teatro si integrassero con il lavoro di artisti e artigiani. A causa della sua morte prematura, il progetto non poté essere realizzato nella sua interezza.
Oggi, però, il Museo Anahuacalli ospita una varietà di laboratori aperti a tutti, promuovendo attività che lo collegano attivamente alla comunità.
L’esplanade richiama un patio teotihuacano e funge da teatro all’aperto, mentre gli edifici che la circondano accolgono esposizioni e ospitano laboratori di musica, danza, pittura e scultura. Queste iniziative fanno parte della missione del museo, che promuove la creatività artistica dei messicani, in linea con i desideri dell’artista.
Resta come obiettivo principale la custodia delle centinaia di reperti archeologici che Diego Rivera raccolse in tutto il Paese nel corso della sua vita e che desiderava restituire al popolo messicano attraverso un museo.
Negli anni Trenta, Diego Rivera e Frida Kahlo acquistarono un’ampia estensione di terreno nel sud di Città del Messico con l’intenzione di avviare una fattoria. Tuttavia, nel 1941, al ritorno dagli Stati Uniti, Rivera cambiò idea e decise che proprio in quel luogo avrebbe costruito una città dedicata alle arti e all’esposizione della sua collezione di arte precolombiana.
Il sogno di Rivera era creare uno spazio artistico in cui danza, musica e teatro si integrassero con il lavoro di artisti e artigiani. A causa della sua morte prematura, il progetto non poté essere realizzato nella sua interezza.
Oggi, però, il Museo Anahuacalli ospita una varietà di laboratori aperti a tutti, promuovendo attività che lo collegano attivamente alla comunità.
L’esplanade richiama un patio teotihuacano e funge da teatro all’aperto, mentre gli edifici che la circondano accolgono esposizioni e ospitano laboratori di musica, danza, pittura e scultura. Queste iniziative fanno parte della missione del museo, che promuove la creatività artistica dei messicani, in linea con i desideri dell’artista.
Resta come obiettivo principale la custodia delle centinaia di reperti archeologici che Diego Rivera raccolse in tutto il Paese nel corso della sua vita e che desiderava restituire al popolo messicano attraverso un museo.
Progetto e simbolismo
Il progetto dell’edificio si fonda su una forte dimensione simbolica. La disposizione delle opere in esposizione guida il visitatore lungo un percorso ideato da Diego Rivera, che conduce simbolicamente dal regno dei morti fino al sole.
Il piano terra rappresenta l’inframondo: è uno spazio volutamente oscuro e fresco. La collezione di arte preispanica qui esposta è straordinaria, così come i mosaici che decorano i soffitti delle diverse sale, raffiguranti divinità delle civiltà precolombiane.
Il livello intermedio simboleggia la vita terrena. Si tratta di un ampio ambiente luminoso, che in origine sarebbe dovuto diventare lo studio di pittura di Rivera. In questo spazio l’artista preparava gli schizzi per i suoi affreschi; oggi vi sono esposti bozzetti di diversi murales, tra cui spicca Man at the Crossroads, il controverso murale commissionato nel 1933 per il Rockefeller Center di New York e successivamente distrutto perché includeva un ritratto di Lenin.
L’ultimo piano dell’edificio rappresenta il cielo. È dotato di una terrazza dalla quale si può ammirare una splendida vista sulla zona sud di Città del Messico.
Il progetto dell’edificio si fonda su una forte dimensione simbolica. La disposizione delle opere in esposizione guida il visitatore lungo un percorso ideato da Diego Rivera, che conduce simbolicamente dal regno dei morti fino al sole.
Il piano terra rappresenta l’inframondo: è uno spazio volutamente oscuro e fresco. La collezione di arte preispanica qui esposta è straordinaria, così come i mosaici che decorano i soffitti delle diverse sale, raffiguranti divinità delle civiltà precolombiane.
Il livello intermedio simboleggia la vita terrena. Si tratta di un ampio ambiente luminoso, che in origine sarebbe dovuto diventare lo studio di pittura di Rivera. In questo spazio l’artista preparava gli schizzi per i suoi affreschi; oggi vi sono esposti bozzetti di diversi murales, tra cui spicca Man at the Crossroads, il controverso murale commissionato nel 1933 per il Rockefeller Center di New York e successivamente distrutto perché includeva un ritratto di Lenin.
L’ultimo piano dell’edificio rappresenta il cielo. È dotato di una terrazza dalla quale si può ammirare una splendida vista sulla zona sud di Città del Messico.
L’arte nella storia
Il Museo Anahuacalli dispone di 23 sale: alcune sono molto piccole, quasi come corridoi, mentre altre sono ampie e maestose. L’edificio gioca sapientemente con la quantità di luce naturale che filtra attraverso finestre rivestite da sottili strati traslucidi di roccia calcarea metamorfica.
La collezione di reperti archeologici non segue un ordine cronologico; le opere sono state disposte secondo la personale concezione estetica di Diego Rivera. I pezzi non presentano lunghe spiegazioni didascaliche, proprio per essere apprezzati principalmente come opere d’arte.
Anche la sequenza dei mosaici che decorano i soffitti segue una progressione simbolica nei colori, passando dall’oscurità alla luce: le figure dei plafoni al piano terra sono realizzate con pietre bianche e nere, mentre quelle dei livelli superiori sono ricche di colori vivaci.
Tra le immagini più suggestive spiccano la figura della serpente Quetzalcóatl, il giaguaro e la rana, ispirate alle antiche rappresentazioni dei codici preispanici, ma reinterpretate secondo la visione personale del nostro ammirato muralista.
Il Museo Anahuacalli dispone di 23 sale: alcune sono molto piccole, quasi come corridoi, mentre altre sono ampie e maestose. L’edificio gioca sapientemente con la quantità di luce naturale che filtra attraverso finestre rivestite da sottili strati traslucidi di roccia calcarea metamorfica.
La collezione di reperti archeologici non segue un ordine cronologico; le opere sono state disposte secondo la personale concezione estetica di Diego Rivera. I pezzi non presentano lunghe spiegazioni didascaliche, proprio per essere apprezzati principalmente come opere d’arte.
Anche la sequenza dei mosaici che decorano i soffitti segue una progressione simbolica nei colori, passando dall’oscurità alla luce: le figure dei plafoni al piano terra sono realizzate con pietre bianche e nere, mentre quelle dei livelli superiori sono ricche di colori vivaci.
Tra le immagini più suggestive spiccano la figura della serpente Quetzalcóatl, il giaguaro e la rana, ispirate alle antiche rappresentazioni dei codici preispanici, ma reinterpretate secondo la visione personale del nostro ammirato muralista.