DIEGO RIVERA
Murale: Sogno di una domenica pomeriggio all’Alameda Central
Artículo publicado por Emi Mendoza en la Revista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), no.170 del mes de marzo de 2017.
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Cari lettori, in questa occasione voglio raccontarvi di un bellissimo murale che Diego Rivera dipinse più di 70 anni fa nella hall dell'ormai chiuso Hotel Del Prado, che si trovava accanto all'Alameda Central di Città del Messico.
L'Alameda Central
L'Alameda Central è un parco pubblico situato nel centro storico di Città del Messico, fondato nel 1592 e, per la sua età, considerato il più antico giardino pubblico del Messico e del continente americano.
L'Alameda Central
L'Alameda Central è un parco pubblico situato nel centro storico di Città del Messico, fondato nel 1592 e, per la sua età, considerato il più antico giardino pubblico del Messico e del continente americano.
Sul lato sud sorgeva il già citato Hotel Del Prado, dove, nel 1947, Diego Rivera dipinse il murale "Sogno di una domenica pomeriggio" nel parco Alameda Central. Durante la costruzione di questo hotel, a Diego fu commissionata la decorazione di una parete del ristorante, il cui soggetto sarebbe stato il parco Alameda Central.
L'hotel subì gravi danni durante i terremoti del 1985 e dovette essere demolito. Tuttavia, il murale non subì gravi danni e poté essere spostato in un luogo più idoneo per il restauro. Durante il suo spostamento, l'opera monumentale, che misura circa cinque metri di altezza, quindici di lunghezza e pesa circa 35 tonnellate, fu ricoperta con tessuto, pallet di legno e materassi di gomma per evitare danni. Il viaggio di circa cinquanta metri durò quasi dodici ore. Dopo il collocamento definitivo del murale, iniziarono i lavori per la costruzione del museo che ora lo ospita e che porta il nome del nostro ammirato muralista. Oggi, sul sito dell'ex Hotel Del Prado, sorge un lussuoso hotel Hilton.
Un’opera di memoria
In quest’opera, Diego Rivera raffigura il sogno di una passeggiata domenicale nel Alameda Central, popolato da circa 150 personaggi emblematici della storia messicana. L’artista evoca i protagonisti più significativi del passato del Paese, tutti legati, in modi diversi, ai quattrocento anni di storia di questo splendido giardino.
Rivera offre una visione fortemente soggettiva di coloro che frequentavano questo elegante parco, tradizionale luogo di ritrovo domenicale della borghesia messicana, la cui posizione sociale è mutata nel tempo. Le figure si muovono, gioiscono, soffrono, discutono e, soprattutto, sognano sotto gli alberi stilizzati e rigogliosi dell’Alameda, immaginando un Messico migliore.
Elementi e personaggi
L’illustrazione narra gli eventi in ordine cronologico, iniziando all’estrema sinistra con la conquista della Nuova Spagna e concludendosi all’estrema destra con il Messico moderno, post-rivoluzionario.
Nella parte superiore del murale sono raffigurati gli edifici più significativi che, in diverse epoche storiche, circondavano l’Alameda Central, come la Chiesa di San Diego e il chiosco Morisco, successivamente trasferito in un parco del quartiere di Santa María la Ribera per lasciare spazio al monumento a Benito Juárez.
All’estrema destra, in posizione sopraelevata, compare invece il Messico moderno, riconoscibile attraverso edifici come il Teatro Nazionale (poi divenuto Palazzo delle Belle Arti), l'arena (piazza dei tori), la Banca del Messico e altre costruzioni visibili dal parco.
In quest’opera, Diego Rivera raffigura il sogno di una passeggiata domenicale nel Alameda Central, popolato da circa 150 personaggi emblematici della storia messicana. L’artista evoca i protagonisti più significativi del passato del Paese, tutti legati, in modi diversi, ai quattrocento anni di storia di questo splendido giardino.
Rivera offre una visione fortemente soggettiva di coloro che frequentavano questo elegante parco, tradizionale luogo di ritrovo domenicale della borghesia messicana, la cui posizione sociale è mutata nel tempo. Le figure si muovono, gioiscono, soffrono, discutono e, soprattutto, sognano sotto gli alberi stilizzati e rigogliosi dell’Alameda, immaginando un Messico migliore.
Elementi e personaggi
L’illustrazione narra gli eventi in ordine cronologico, iniziando all’estrema sinistra con la conquista della Nuova Spagna e concludendosi all’estrema destra con il Messico moderno, post-rivoluzionario.
Nella parte superiore del murale sono raffigurati gli edifici più significativi che, in diverse epoche storiche, circondavano l’Alameda Central, come la Chiesa di San Diego e il chiosco Morisco, successivamente trasferito in un parco del quartiere di Santa María la Ribera per lasciare spazio al monumento a Benito Juárez.
All’estrema destra, in posizione sopraelevata, compare invece il Messico moderno, riconoscibile attraverso edifici come il Teatro Nazionale (poi divenuto Palazzo delle Belle Arti), l'arena (piazza dei tori), la Banca del Messico e altre costruzioni visibili dal parco.
Sezione sinistra del murale: Conquista, Colonia, Indipendenza, Invasione americana e Intervento francese
Nella sezione sinistra del murale compaiono alcune delle figure più significative della storia messicana. Tra queste spiccano Hernán Cortés, raffigurato con le mani sporche del sangue degli indigeni; Fray Juan de Zumárraga, primo vescovo del Messico e fondatore della Santa Inquisizione nel Paese; Sor Juana Inés de la Cruz, poetessa e antesignana della lotta per i diritti delle donne; e Luis de Velasco II, ottavo viceré della Nuova Spagna e fondatore dell’Alameda Central nel 1592.
Segue la rappresentazione del periodo del Messico indipendente, dell’epoca della Riforma e del Secondo Impero Messicano. Queste fasi storiche sono incarnate da Agustín de Iturbide, primo imperatore del Messico indipendente; Benito Juárez, presidente della Repubblica; Massimiliano I del Messico; e da sua moglie, l’imperatrice Carlotta del Belgio, che ordinò la ristrutturazione dell’Alameda Central.
In questa sezione è inoltre raffigurato lo scontro simbolico tra il presidente messicano Antonio López de Santa Anna e il generale statunitense Winfield Scott, le cui truppe occuparono Città del Messico e si accamparono nell’Alameda Central durante l’invasione americana del 1846–1848.
Nella sezione sinistra del murale compaiono alcune delle figure più significative della storia messicana. Tra queste spiccano Hernán Cortés, raffigurato con le mani sporche del sangue degli indigeni; Fray Juan de Zumárraga, primo vescovo del Messico e fondatore della Santa Inquisizione nel Paese; Sor Juana Inés de la Cruz, poetessa e antesignana della lotta per i diritti delle donne; e Luis de Velasco II, ottavo viceré della Nuova Spagna e fondatore dell’Alameda Central nel 1592.
Segue la rappresentazione del periodo del Messico indipendente, dell’epoca della Riforma e del Secondo Impero Messicano. Queste fasi storiche sono incarnate da Agustín de Iturbide, primo imperatore del Messico indipendente; Benito Juárez, presidente della Repubblica; Massimiliano I del Messico; e da sua moglie, l’imperatrice Carlotta del Belgio, che ordinò la ristrutturazione dell’Alameda Central.
In questa sezione è inoltre raffigurato lo scontro simbolico tra il presidente messicano Antonio López de Santa Anna e il generale statunitense Winfield Scott, le cui truppe occuparono Città del Messico e si accamparono nell’Alameda Central durante l’invasione americana del 1846–1848.
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Sezione centrale del murale: Il Porfiriato
Nella sezione centrale del murale appare Diego Rivera da bambino: un ragazzino dispettoso con un rospo e un serpente nascosti in tasca. Le figure in primo piano evocano il passato più recente, in una composizione in cui Rivera intreccia personaggi della vita quotidiana di diverse epoche con eventi chiave della storia messicana.
Tra queste figure compaiono l’edicolante di El Imparcial, il quotidiano più influente durante il regime di Porfirio Díaz, il venditore di palloncini (presenza tipica delle domeniche all’Alameda) e i venditori di caramelle e di lecca-lecca, simboli di una quotidianità popolare e vivace.
Tra i personaggi più significativi figurano Manuel Gutiérrez Nájera, poeta e precursore del Modernismo nelle Americhe, riconoscibile dalla camelia appuntata al risvolto della giacca, mentre saluta José Martí, celebre poeta e padre dell’indipendenza cubana, che visse in Messico per quasi due anni e diede un contributo rilevante alla letteratura del Paese.
Tra le eleganti signore spicca Lucecita Díaz, la “signora in blu”, figlia di Porfirio Díaz e della sua prima moglie. Poco distante appare la seconda consorte del dittatore, Carmen Romero Rubio de Díaz, la “signora in rosso”. Il murale ritrae così esponenti dell’alta borghesia, vestiti con grande raffinatezza, mentre passeggiano sotto l’effigie del dittatore al potere, Porfirio Díaz.
Al centro della composizione, Rivera rende omaggio a José Guadalupe Posada, che considerava il proprio mentore artistico. Questa sezione è dominata dalla celebre La Catrina, scheletro elegantemente vestito, raffigurata al braccio del suo creatore, Posada, che indossa un abito nero e si appoggia a un bastone. La Catrina porta sulle spalle un serpente piumato, richiamo a una divinità presente nella mitologia di numerose culture mesoamericane preispaniche. Alla sua destra, La Catrina tiene per mano Diego Rivera bambino, mentre alle sue spalle si erge Frida Kahlo, moglie dell’artista, che regge una rappresentazione del simbolo dello Yin e Yang.
Nella sezione centrale del murale appare Diego Rivera da bambino: un ragazzino dispettoso con un rospo e un serpente nascosti in tasca. Le figure in primo piano evocano il passato più recente, in una composizione in cui Rivera intreccia personaggi della vita quotidiana di diverse epoche con eventi chiave della storia messicana.
Tra queste figure compaiono l’edicolante di El Imparcial, il quotidiano più influente durante il regime di Porfirio Díaz, il venditore di palloncini (presenza tipica delle domeniche all’Alameda) e i venditori di caramelle e di lecca-lecca, simboli di una quotidianità popolare e vivace.
Tra i personaggi più significativi figurano Manuel Gutiérrez Nájera, poeta e precursore del Modernismo nelle Americhe, riconoscibile dalla camelia appuntata al risvolto della giacca, mentre saluta José Martí, celebre poeta e padre dell’indipendenza cubana, che visse in Messico per quasi due anni e diede un contributo rilevante alla letteratura del Paese.
Tra le eleganti signore spicca Lucecita Díaz, la “signora in blu”, figlia di Porfirio Díaz e della sua prima moglie. Poco distante appare la seconda consorte del dittatore, Carmen Romero Rubio de Díaz, la “signora in rosso”. Il murale ritrae così esponenti dell’alta borghesia, vestiti con grande raffinatezza, mentre passeggiano sotto l’effigie del dittatore al potere, Porfirio Díaz.
Al centro della composizione, Rivera rende omaggio a José Guadalupe Posada, che considerava il proprio mentore artistico. Questa sezione è dominata dalla celebre La Catrina, scheletro elegantemente vestito, raffigurata al braccio del suo creatore, Posada, che indossa un abito nero e si appoggia a un bastone. La Catrina porta sulle spalle un serpente piumato, richiamo a una divinità presente nella mitologia di numerose culture mesoamericane preispaniche. Alla sua destra, La Catrina tiene per mano Diego Rivera bambino, mentre alle sue spalle si erge Frida Kahlo, moglie dell’artista, che regge una rappresentazione del simbolo dello Yin e Yang.
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Sezione destra del murale: Messico moderno
Nella sezione destra del murale, nella parte superiore, compaiono personaggi storici del Messico del XX secolo, mentre nella parte inferiore sono raffigurate persone comuni. Questa porzione dell’opera evoca i movimenti contadini, le lotte popolari e la Rivoluzione messicana, intrecciando figure chiave della storia nazionale con la vita quotidiana del popolo.
Una famiglia indigena è rappresentata mentre viene costretta dalle forze dell’ordine ad abbandonare l’Alameda Central per non “disturbare” i cittadini considerati rispettabili. Questa scena evidenzia la dura critica di Rivera al razzismo e alle discriminazioni sociali presenti nel Messico moderno.
In cima a un albero appare Francisco I. Madero, raffigurato nell’atto di togliersi il cappello. All’estrema destra del murale compaiono anche i traditori della Rivoluzione messicana, i generali Victoriano Huerta e Manuel Mondragón, ritenuti responsabili degli assassinii di Madero e di José María Pino Suárez durante i tragici eventi noti come i Dieci Giorni Tragici. Sullo sfondo, ma non per questo meno rilevanti, compaiono Juan Sánchez e José Vasconcelos, primo Segretario della Pubblica Istruzione.
A completare questa scena di grande forza espressiva, Diego Rivera si autoritrae nuovamente mentre mangia una torta de jamón, tipico panino messicano, questa volta in compagnia della sua famiglia (moglie, figlie, nipote) e di alcuni amici intimi.
Nella sezione destra del murale, nella parte superiore, compaiono personaggi storici del Messico del XX secolo, mentre nella parte inferiore sono raffigurate persone comuni. Questa porzione dell’opera evoca i movimenti contadini, le lotte popolari e la Rivoluzione messicana, intrecciando figure chiave della storia nazionale con la vita quotidiana del popolo.
Una famiglia indigena è rappresentata mentre viene costretta dalle forze dell’ordine ad abbandonare l’Alameda Central per non “disturbare” i cittadini considerati rispettabili. Questa scena evidenzia la dura critica di Rivera al razzismo e alle discriminazioni sociali presenti nel Messico moderno.
In cima a un albero appare Francisco I. Madero, raffigurato nell’atto di togliersi il cappello. All’estrema destra del murale compaiono anche i traditori della Rivoluzione messicana, i generali Victoriano Huerta e Manuel Mondragón, ritenuti responsabili degli assassinii di Madero e di José María Pino Suárez durante i tragici eventi noti come i Dieci Giorni Tragici. Sullo sfondo, ma non per questo meno rilevanti, compaiono Juan Sánchez e José Vasconcelos, primo Segretario della Pubblica Istruzione.
A completare questa scena di grande forza espressiva, Diego Rivera si autoritrae nuovamente mentre mangia una torta de jamón, tipico panino messicano, questa volta in compagnia della sua famiglia (moglie, figlie, nipote) e di alcuni amici intimi.
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Libertà di espressione e censura
Pur rispettando il tema principale del Alameda Central, l’artista esprime liberamente, all’interno del murale, idee personali che non erano universalmente condivise. Proprio per questo, l’opera fu censurata subito dopo il completamento, poiché conteneva la frase: «Dio non esiste».
Per diversi anni il dipinto rimase nella hall dell’hotel coperto da un lenzuolo. Fu finalmente scoperto nel 1956, quando Diego Rivera accettò di modificare la frase incriminata, sostituendola con: «Conferenza all’Accademia Lateranense, 1836».
In realtà, Rivera ottenne comunque ciò che desiderava, poiché la nuova iscrizione risultava quasi sinonimo della precedente. Nel 1836, infatti, Ignacio Ramírez, noto come El Nigromante, tenne un discorso alla Conferenza dell’Accademia Lateranense mentre era ancora studente, affrontando un tema talmente controverso da avere l’effetto di una vera e propria bomba culturale. In quell’occasione dichiarò: «Dio non esiste; gli esseri della natura si sostengono da soli».
Pur rispettando il tema principale del Alameda Central, l’artista esprime liberamente, all’interno del murale, idee personali che non erano universalmente condivise. Proprio per questo, l’opera fu censurata subito dopo il completamento, poiché conteneva la frase: «Dio non esiste».
Per diversi anni il dipinto rimase nella hall dell’hotel coperto da un lenzuolo. Fu finalmente scoperto nel 1956, quando Diego Rivera accettò di modificare la frase incriminata, sostituendola con: «Conferenza all’Accademia Lateranense, 1836».
In realtà, Rivera ottenne comunque ciò che desiderava, poiché la nuova iscrizione risultava quasi sinonimo della precedente. Nel 1836, infatti, Ignacio Ramírez, noto come El Nigromante, tenne un discorso alla Conferenza dell’Accademia Lateranense mentre era ancora studente, affrontando un tema talmente controverso da avere l’effetto di una vera e propria bomba culturale. In quell’occasione dichiarò: «Dio non esiste; gli esseri della natura si sostengono da soli».
A mo’ di conclusione
Mi permetto di trascrivere per tutti voi l’elenco dei personaggi esposto ai visitatori del museo. Se un giorno visiterete il Messico, non mancate di visitare il Museo Mural Diego Rivera, sul lato occidentale dell’Alameda Central. Potrete ammirare quest’opera e molte altre. Ne vale davvero la pena.
Mi permetto di trascrivere per tutti voi l’elenco dei personaggi esposto ai visitatori del museo. Se un giorno visiterete il Messico, non mancate di visitare il Museo Mural Diego Rivera, sul lato occidentale dell’Alameda Central. Potrete ammirare quest’opera e molte altre. Ne vale davvero la pena.
- Don José María Vigil y Robles, storico e direttore della Biblioteca Nazionale, raffigurato mentre sogna il passato ed evoca la storia dell’Alameda.
- Don Guillermo W. de Landa y Escandón, governatore di Città del Messico durante il regime di Porfirio Díaz.
- Don Jesús Luján, ricco imprenditore della regione lagunera, amico e protettore di artisti, in particolare di Julio Ruelas.
- Hernán Cortés, conquistador spagnolo del territorio messicano.
- Luis de Velasco II, ottavo viceré della Nuova Spagna, fondatore dell’Alameda nel 1592.
- Fray Juan de Zumárraga, primo vescovo e primo arcivescovo della Nuova Spagna; nel 1539 ordinò il rogo per idolatria di un nipote di Nezahualcóyotl, prima vittima dell’Inquisizione in Messico.
- Rogo della Santa Inquisizione, situato nei terreni dell’ex convento dei Dieguinos (XVII secolo), poi incorporati nell’Alameda Central.
- Doña Mariana Violante de Carvajal, giovane ebrea appartenente a una famiglia condannata al rogo per eresia dall’Inquisizione.
- Chiesa di San Diego, a torre unica, completata nel 1621 e rimaneggiata all’inizio del XIX secolo.
- Sor Juana Inés de la Cruz, la più illustre poetessa della colonia, la “Decima Musa”, difensora del diritto delle donne alla cultura e al dissenso.
- Piccolo ladro, che sogna il cibo che comprerà con il bottino del furto.
- Anziano addormentato, un tempo elegantemente vestito, che sogna un idillio al suono di un valzer ricordando Santa Anna.
- Antonio López de Santa Anna, generale e politico, presidente del Messico per undici mandati; sotto il suo governo il Messico perse il 51% del territorio a seguito dell’invasione statunitense.
- Winfield Scott, generale statunitense le cui truppe occuparono Città del Messico e si accamparono nell’Alameda durante l’invasione del 1846–1848.
- Agustín de Iturbide, artefice dell’indipendenza e imperatore del Messico dal 1822 al 1823.
- Chiosco Morisco, progettato dall’ingegnere José Ramón de Ibarrola come padiglione del Messico alla Fiera mondiale del 1884 di New Orleans; riportato in Messico, prima nell’Alameda, poi trasferito a Santa María la Ribera.
- Vedova anziana, che sogna un amore con un soldato statunitense da cui ebbe un figlio biondo.
- Ubriaco popolano, che sogna le sue glorie giovanili da liberale.
- Benito Juárez, presidente del Messico e eroe nazionale durante la Riforma e l’intervento francese.
- Ignacio Altamirano, scrittore e deputato liberale, colonnello durante l’intervento francese.
- Ignacio Ramírez “El Nigromante”, pensatore liberale che nel 1836 dichiarò pubblicamente: “Dio non esiste”.
- Leonardo Valle, generale liberale fucilato nel 1861 sul Monte de las Cruces.
- Ex militare conservatore, che sogna il Secondo Impero.
- Imperatrice Carlotta, moglie di Massimiliano, promotrice della ristrutturazione dell’Alameda.
- Massimiliano d’Asburgo, imperatore del Messico (1864–1867), fucilato per ordine di Juárez.
- Generale Mariano Rodríguez, ufficiale della guardia di Carlotta e zio di Diego Rivera.
- Generale Miguel Miramón, collaboratore dell’Impero, giustiziato con Massimiliano.
- François Achille Bazaine, maresciallo delle truppe francesi.
- Generale Mariano Escobedo, comandante repubblicano che ricevette la resa di Massimiliano.
- Venditore di giornali, che offre El Imparcial.
- Venditore di palloncini, tipica figura domenicale.
- Venditore di dolci tradizionali.
- Venditore di lecca-lecca dalle forme simboliche.
- Manuel Gutiérrez Nájera, poeta modernista, fondatore della rivista Azul.
- Lucecita Díaz, figlia di Porfirio Díaz e Delfina Ortega.
- Carmen Romero Rubio de Díaz, seconda moglie di Porfirio Díaz.
- José Martí, poeta e padre dell’indipendenza cubana.
- Diego Rivera bambino, autoritratto mano nella mano con la Catrina.
- Frida Kahlo, con il simbolo dello Yin e Yang.
- La Catrina, creata da José Guadalupe Posada, con il serpente piumato (Quetzalcóatl).
- Ricardo Flores Magón, ideologo anarchico e precursore della Rivoluzione.
- José Guadalupe Posada, incisore e maestro di Rivera.
- Librado Rivera, collaboratore di Flores Magón.
- Gendarme, che protegge il passaggio delle “persone perbene”.
- Joaquín de la Cantolla y Rico, pioniere dei voli aerostatici.
- La Revoltosa, donna popolare che sfida l’autorità.
- Nicolás Zúñiga y Miranda, eterno candidato alla presidenza.
- Porfirio Díaz, dittatore e presidente per oltre trent’anni.
- Luis Lobo Guerrero, detto “Generale Medaglie”.
- Famiglia straniera con bambini, in contrasto con una famiglia indigena espulsa.
- Gendarme, che scaccia una famiglia contadina.
- Banda della polizia, che suona nel chiosco.
- Famiglia povera, espulsa con la forza e proiettata verso la lotta rivoluzionaria.
- Giovane operaio, che sogna la rivoluzione sociale.
- Charro addormentato, che sogna buoni raccolti e pulque.
- Venditore di frutta.
- Juan Sánchez Azcona, scrittore e rivoluzionario maderista.
- José Vasconcelos, promotore del muralismo e primo Segretario dell’Istruzione Pubblica.
- Operaio rivoluzionario, che diffonde le idee di Regeneración.
- Ragazzo della classe media, che mangia un panino (autoritratto di Rivera adolescente).
- Venditrice di tortas.
- Ruth Rivera Marín, figlia di Diego e Lupe Marín.
- Rosa Rolando Covarrubias, amica di Rivera.
- Guadalupe Rivera Marín, con il figlio Juan Pablo.
- Guadalupe Marín, seconda moglie di Rivera.
- Venditore di girandole.
- Generale Francisco Mújica, costituente del 1917.
- “Lic. Izo”, studente di legge ambizioso e corrotto.
- Allievi della Scuola Militare di Tlalpan, che sognano la controrivoluzione.
- Victoriano Huerta, usurpatore e assassino di Madero.
- Manuel Mondragón, complice di Huerta.
- Presidente della Repubblica (Plutarco Elías calles?, Miguel Alemán?), legato al grande capitale.
- L’uomo dei cento milioni, simbolo del potere economico.
- Il Messico moderno, con i suoi edifici emblematici.
- Francisco I. Madero, presidente e martire della Rivoluzione.
- Zapatista, seguace di Emiliano Zapata.








