“CUOIO VEGANO”, DAL MESSICO AL MONDO
Intervista agli inventori della pelle a base di nopal
Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), n. 193 di novembre 2019.
Sono imprenditori emergenti, visionari, pronti a rischiare. Hanno meno di trent’anni e sono animati da un forte desiderio di cambiare il mondo. La feroce concorrenza imposta dal mercato non li intimorisce.
Parliamo di due giovani imprenditori messicani che cercano di conquistare il mercato con idee innovative e audacia, riscrivendo le regole del gioco senza paura. La loro storia è caratterizzata da una punta di orgoglio, grande fiducia in sé stessi e un costante desiderio di migliorarsi.
Si chiamano Adrián López e Marte Cázarez, fondatori dell’azienda messicana ADRIANO DI MARTI S.A. de C.V., attraverso la quale promuovono e commercializzano la prima pelle organica e traspirante a base di nopal, sviluppata da loro stessi.
Parliamo di due giovani imprenditori messicani che cercano di conquistare il mercato con idee innovative e audacia, riscrivendo le regole del gioco senza paura. La loro storia è caratterizzata da una punta di orgoglio, grande fiducia in sé stessi e un costante desiderio di migliorarsi.
Si chiamano Adrián López e Marte Cázarez, fondatori dell’azienda messicana ADRIANO DI MARTI S.A. de C.V., attraverso la quale promuovono e commercializzano la prima pelle organica e traspirante a base di nopal, sviluppata da loro stessi.
“PELLE DI NOPAL”, CUOIO DI ALTA QUALITÀ PRESENTATO ALLA LINEAPELLE DI MILANO
Qualche giorno fa, gli inventori e promotori della “Piel de Nopal” hanno presentato il loro innovativo prodotto alla Lineapelle di Milano, capitale della moda.
Approfittando del fatto che mi trovavo nei pressi dell’Italia, mi sono recato con entusiasmo a incontrare questi giovani imprenditori. Mi sono diretto subito al loro stand, allestito in uno dei padiglioni della vasta Fiera Milano.
Adrián e il suo socio, Marte, hanno gentilmente accettato di concedermi un’intervista per condividere con i lettori de El Pollo Urbano la loro storia e la loro passione creativa per il “cuoio vegano”.
Approfittando del fatto che mi trovavo nei pressi dell’Italia, mi sono recato con entusiasmo a incontrare questi giovani imprenditori. Mi sono diretto subito al loro stand, allestito in uno dei padiglioni della vasta Fiera Milano.
Adrián e il suo socio, Marte, hanno gentilmente accettato di concedermi un’intervista per condividere con i lettori de El Pollo Urbano la loro storia e la loro passione creativa per il “cuoio vegano”.
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Mentre Adrián e Marte mi offrivano un caffè e mi parlavano del loro progetto, tenevo tra le mani un campione di quella pelle di cui oggi si parla tanto nel mondo.
Ho potuto percepire al tatto il “cuoio vegano”, ossia una pelle che non proviene da un animale. Ho constatato che si tratta di un prodotto di alta qualità ed ecologico, che non ha nulla da invidiare né ai materiali sintetici né alla pelle animale. Persino l’odore è gradevole! Avevo tra le mani un materiale destinato a rivoluzionare l’industria della moda e, con ogni probabilità, anche altri settori. |
INCONTRO CON I DUE GIOVANI IMPRENDITORI MESSICANI
Emilio Mendoza: – Ciao Adrián, ciao Marte, grazie per avermi ricevuto. È davvero un piacere intervistare persone come voi. Sono certo che molti lettori de El Pollo Urbano saranno interessati a questa conversazione.
Adrián López: – Il piacere è nostro che tu sia qui. Grazie a te, Emilio.
EM: – Per iniziare, potreste raccontarmi qualcosa di voi?
Marte Cázarez: – Sì, con molto piacere. Adrián e io siamo messicani, ma ci siamo conosciuti quando entrambi studiavamo a Taiwan e da allora siamo diventati grandi amici. Dopo aver concluso gli studi siamo rientrati in Messico, ognuno a lavorare nella propria città d’origine, ma siamo rimasti sempre in contatto per discutere le centinaia di idee che avevamo in mente. Quando alcune di queste hanno cominciato a concretizzarsi – tra cui la creazione della “Pelle di Nopal” – abbiamo deciso di metterci in proprio e scommettere sul nostro progetto. Così abbiamo fondato la nostra azienda a Guadalajara, in Messico.
EM: – Ah! Avete studiato a Taiwan? Allora parlate anche cinese…
AL: – A dire il vero siamo trilingui: parliamo spagnolo, inglese e mandarino, le tre lingue più importanti del mondo! (ride)
EM: – Il nopal è una pianta molto conosciuta in Messico, ma forse in Spagna e in altri Paesi non è altrettanto nota. Potreste spiegare di quale pianta si tratta?
MC: – Certamente! In realtà quasi tutti conoscono il nopal, magari con un altro nome. Pur essendo originaria del Messico, la pianta si è diffusa nel mondo dopo la scoperta dell’America. Appartiene alla famiglia delle cactacee, genere Opuntia, ed è caratterizzata da fusti verdi e appiattiti ricoperti di spine. In altri Paesi è nota come fico d’India. In Spagna, ad esempio, è molto diffusa nell’area mediterranea, dove si è naturalizzata diventando parte integrante del paesaggio.
EM: – Perché avete scelto proprio il nopal e non un’altra specie?
AL: – Il nopal è la cactacea di maggiore importanza agronomica non solo in Messico, ma anche a livello mondiale. Si coltiva soprattutto nelle regioni semi-aride del centro del Paese ed è una delle colture più affidabili e redditizie, capace di valorizzare terreni marginali. Non richiede irrigazione! È presente in abbondanza in tutto il territorio nazionale. Pensate che compare persino nello stemma della nostra bandiera…
EM: – Sì, ma quale relazione c’è tra una coltura redditizia e la produzione di “pelle”?
MC: – Al nopal non sono attribuiti solo benefici per la salute, grazie alle sue proprietà nutrizionali e curative legate al consumo dei frutti e delle pale. Sono state riscontrate anche proprietà cosmetiche per la pelle e per i capelli, confermate da numerosi studi scientifici. È stato allora che ci siamo chiesti: se il nopal fa bene alla pelle come cosmetico, perché non trasformarlo in pelle?
AL: – Esatto. Lo abbiamo scelto non solo perché compatibile con le risorse del nostro Paese, ma anche perché possiede qualità straordinarie. La pelle a base di nopal è un prodotto organico e sostenibile; grazie alla sua versatilità abbiamo scoperto che le sue fibre presentano resistenza e flessibilità ideali per la pelletteria. Allo stesso tempo è un materiale ecologico, poiché biodegradabile.
EM: – Immagino che portare questa impresa a questo punto non sia stato facile e che abbiate affrontato diversi problemi prima di trasformare la “Pelle di Nopal” in realtà. Marte, quali difficoltà avete incontrato e come le avete superate?
MC: – Prima di tutto eviterei di parlare già di “successo”. Abbiamo i piedi ben piantati per terra. Certo, abbiamo superato molti ostacoli, ma la strada è ancora lunga. Per raggiungere questo primo traguardo abbiamo affrontato sfide straordinarie: test non superati, difetti nei prodotti, scetticismo, mancanza di finanziamenti… È stato difficile, ma la nostra forte motivazione ci ha aiutato a superare le difficoltà fino a iniziare a vedere i primi risultati. Potremmo dire che questo traguardo è come un iceberg: la maggior parte delle persone vede solo la punta, ma non tutto ciò che c’è sotto la superficie, che rappresenta il vero sforzo compiuto per arrivare fin qui.
EM: – Quali utilizzi proponete per la “Pelle di Nopal”?
MC: – Gli utilizzi sono molteplici. La fibra tessile derivata dal nopal soddisfa le esigenze tecniche di diversi settori: moda, arredamento e perfino industria automobilistica. In vari spessori e colori può essere impiegata per abbigliamento, borse, portafogli, scarpe, cinture, rivestimenti per divani o sedili d’auto. Tutto ciò che oggi è realizzato in pelle animale o sintetica può essere sostituito da questa pelle organica.
EM: – Perché avete scelto Lineapelle per il lancio del vostro prodotto?
AL: – Abbiamo scelto Lineapelle perché è un evento di enorme impatto internazionale. È la più importante esposizione mondiale dedicata alla pelle e agli accessori destinati ai settori moda, arredamento e automotive. Non è un caso che si svolga nella capitale europea della moda. Ciò è dovuto alla leadership, soprattutto italiana, in questo comparto. È qui che nascono le fiere che promuovono stile e qualità.
Adrián López: – Il piacere è nostro che tu sia qui. Grazie a te, Emilio.
EM: – Per iniziare, potreste raccontarmi qualcosa di voi?
Marte Cázarez: – Sì, con molto piacere. Adrián e io siamo messicani, ma ci siamo conosciuti quando entrambi studiavamo a Taiwan e da allora siamo diventati grandi amici. Dopo aver concluso gli studi siamo rientrati in Messico, ognuno a lavorare nella propria città d’origine, ma siamo rimasti sempre in contatto per discutere le centinaia di idee che avevamo in mente. Quando alcune di queste hanno cominciato a concretizzarsi – tra cui la creazione della “Pelle di Nopal” – abbiamo deciso di metterci in proprio e scommettere sul nostro progetto. Così abbiamo fondato la nostra azienda a Guadalajara, in Messico.
EM: – Ah! Avete studiato a Taiwan? Allora parlate anche cinese…
AL: – A dire il vero siamo trilingui: parliamo spagnolo, inglese e mandarino, le tre lingue più importanti del mondo! (ride)
EM: – Il nopal è una pianta molto conosciuta in Messico, ma forse in Spagna e in altri Paesi non è altrettanto nota. Potreste spiegare di quale pianta si tratta?
MC: – Certamente! In realtà quasi tutti conoscono il nopal, magari con un altro nome. Pur essendo originaria del Messico, la pianta si è diffusa nel mondo dopo la scoperta dell’America. Appartiene alla famiglia delle cactacee, genere Opuntia, ed è caratterizzata da fusti verdi e appiattiti ricoperti di spine. In altri Paesi è nota come fico d’India. In Spagna, ad esempio, è molto diffusa nell’area mediterranea, dove si è naturalizzata diventando parte integrante del paesaggio.
EM: – Perché avete scelto proprio il nopal e non un’altra specie?
AL: – Il nopal è la cactacea di maggiore importanza agronomica non solo in Messico, ma anche a livello mondiale. Si coltiva soprattutto nelle regioni semi-aride del centro del Paese ed è una delle colture più affidabili e redditizie, capace di valorizzare terreni marginali. Non richiede irrigazione! È presente in abbondanza in tutto il territorio nazionale. Pensate che compare persino nello stemma della nostra bandiera…
EM: – Sì, ma quale relazione c’è tra una coltura redditizia e la produzione di “pelle”?
MC: – Al nopal non sono attribuiti solo benefici per la salute, grazie alle sue proprietà nutrizionali e curative legate al consumo dei frutti e delle pale. Sono state riscontrate anche proprietà cosmetiche per la pelle e per i capelli, confermate da numerosi studi scientifici. È stato allora che ci siamo chiesti: se il nopal fa bene alla pelle come cosmetico, perché non trasformarlo in pelle?
AL: – Esatto. Lo abbiamo scelto non solo perché compatibile con le risorse del nostro Paese, ma anche perché possiede qualità straordinarie. La pelle a base di nopal è un prodotto organico e sostenibile; grazie alla sua versatilità abbiamo scoperto che le sue fibre presentano resistenza e flessibilità ideali per la pelletteria. Allo stesso tempo è un materiale ecologico, poiché biodegradabile.
EM: – Immagino che portare questa impresa a questo punto non sia stato facile e che abbiate affrontato diversi problemi prima di trasformare la “Pelle di Nopal” in realtà. Marte, quali difficoltà avete incontrato e come le avete superate?
MC: – Prima di tutto eviterei di parlare già di “successo”. Abbiamo i piedi ben piantati per terra. Certo, abbiamo superato molti ostacoli, ma la strada è ancora lunga. Per raggiungere questo primo traguardo abbiamo affrontato sfide straordinarie: test non superati, difetti nei prodotti, scetticismo, mancanza di finanziamenti… È stato difficile, ma la nostra forte motivazione ci ha aiutato a superare le difficoltà fino a iniziare a vedere i primi risultati. Potremmo dire che questo traguardo è come un iceberg: la maggior parte delle persone vede solo la punta, ma non tutto ciò che c’è sotto la superficie, che rappresenta il vero sforzo compiuto per arrivare fin qui.
EM: – Quali utilizzi proponete per la “Pelle di Nopal”?
MC: – Gli utilizzi sono molteplici. La fibra tessile derivata dal nopal soddisfa le esigenze tecniche di diversi settori: moda, arredamento e perfino industria automobilistica. In vari spessori e colori può essere impiegata per abbigliamento, borse, portafogli, scarpe, cinture, rivestimenti per divani o sedili d’auto. Tutto ciò che oggi è realizzato in pelle animale o sintetica può essere sostituito da questa pelle organica.
EM: – Perché avete scelto Lineapelle per il lancio del vostro prodotto?
AL: – Abbiamo scelto Lineapelle perché è un evento di enorme impatto internazionale. È la più importante esposizione mondiale dedicata alla pelle e agli accessori destinati ai settori moda, arredamento e automotive. Non è un caso che si svolga nella capitale europea della moda. Ciò è dovuto alla leadership, soprattutto italiana, in questo comparto. È qui che nascono le fiere che promuovono stile e qualità.
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EM: – Qui allo stand avete esposto alcuni prodotti finiti realizzati a base di nopal con il marchio “Desserto”. Potete dirci qualcosa sui pezzi che avete portato?
MC: – Certamente. Esporiamo alcuni campioni di una collezione di borse e portafogli disegnati e realizzati a mano qui in Italia, da grandi artigiani. “Desserto, Pelle di Cactus” è un marchio di moda registrato da noi, che utilizza per la produzione materiali a base di “Pelle di Nopal”. Guarda, Emilio, tocca la texture di questo portafoglio… come puoi notare, quello che hai tra le mani è resistente ed elegante quanto uno in pelle di coccodrillo, ma senza danneggiare neppure un animale. |
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EM: – Adrián, sei uno dei fondatori, un promotore di idee innovative. Potresti dirci quando hai capito per la prima volta di voler diventare imprenditore e qual è stato il momento decisivo che ti ha spinto a farlo?
AL: – Ho sempre saputo che volevo fare l’imprenditore. Provengo da una famiglia di imprenditori e fin da giovanissimo mio fratello e io passavamo ore a immaginare “invenzioni” e “nuove idee di business”. Alle scuole superiori dedicavamo moltissimo tempo a cercare di creare oggetti pratici. Certo, la mente di un ragazzo non ha limiti, ma la vera sfida è riuscire a trasformare in realtà le proprie idee, per quanto possano sembrare folli. Crescere in un ambiente familiare orientato all’impresa getta sicuramente le basi per voler intraprendere e per avere la fiducia necessaria a rischiare e a buttarsi. Direi che il momento decisivo è stato quando ho trovato l’idea giusta che stavo aspettando e ho capito di avere abbastanza passione per portarla avanti. Con il mio socio abbiamo trascorso i due anni successivi sperimentando diverse varianti di pelle a base di nopal, finché non siamo riusciti a ottenere il risultato desiderato. |
IL COMMIATO
Avrei voluto porre ancora molte domande a questi brillanti imprenditori per condividerle con voi. Purtroppo per me (ma fortunatamente per loro) il piccolo stand si è improvvisamente riempito di visitatori della fiera. Diversi potenziali clienti, provenienti da varie parti del mondo, chiedevano maggiori informazioni su questo prodotto innovativo. Non c’è stato tempo per conclusioni né per veri saluti. Sono stato costretto a congedarmi da lontano, per non interrompere le loro trattative.
L'ULTIMO SORSO E CE NE ANDIAMO
La storia di questi giovani imprenditori, impegnati a portare sul mercato un prodotto innovativo, utile e competitivo, mi ha profondamente ispirato.
Adrián e Marte si sono prefissati di reinventare e riscrivere il futuro: il loro e quello di tutti coloro che collaborano al loro ambizioso progetto. Hanno fondato un’azienda partendo da zero, rompendo gli schemi tradizionali e sfidando le convenzioni…
Adrián e Marte si sono prefissati di reinventare e riscrivere il futuro: il loro e quello di tutti coloro che collaborano al loro ambizioso progetto. Hanno fondato un’azienda partendo da zero, rompendo gli schemi tradizionali e sfidando le convenzioni…
Congratulazioni, Adrián e Marte!