Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), n. 177 del gennaio 2018.
La Pietra del Sole (Calendario Azteco)
Cari lettori, durante le vacanze appena trascorse ho avuto la fortuna, insieme alla mia famiglia, di visitare ancora una volta il Museo Nazionale di Antropologia, situato nel bosco di Chapultepec, nella Città del Messico. È il museo più grande dell’America Latina nel suo genere.
Visitare il museo significa compiere un viaggio nel passato del nostro Paese, dai tempi dei popoli nomadi fino alla conquista spagnola. Il museo è suddiviso in diverse sale in cui sono custodite importanti collezioni archeologiche ed etnografiche del Messico. Una di queste sale, la più ampia, è interamente dedicata alla cultura mexica.
L’esposizione più popolare di questa sala è, senza dubbio, la “Pietra del Sole”, più nota come “Calendario azteco”, una scultura realizzata in un unico blocco di pietra di oltre 24 tonnellate, risalente al XV secolo, di cui voglio parlarvi in questa occasione.
Visitare il museo significa compiere un viaggio nel passato del nostro Paese, dai tempi dei popoli nomadi fino alla conquista spagnola. Il museo è suddiviso in diverse sale in cui sono custodite importanti collezioni archeologiche ed etnografiche del Messico. Una di queste sale, la più ampia, è interamente dedicata alla cultura mexica.
L’esposizione più popolare di questa sala è, senza dubbio, la “Pietra del Sole”, più nota come “Calendario azteco”, una scultura realizzata in un unico blocco di pietra di oltre 24 tonnellate, risalente al XV secolo, di cui voglio parlarvi in questa occasione.
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Tonatiuh La Pietra del Sole è una delle opere d’arte precolombiane più belle e ammirate della civiltà azteca. Sebbene sia più nota con il nome di Calendario azteco, si tratta di una rappresentazione sontuosa di Tonatiuh, dio del Sole, in particolare del Quinto Sole, che emerse dopo la fine apocalittica delle quattro ere precedenti, secondo la mitologia azteca. Il nome “calendario” le è stato attribuito a causa dei simboli dei giorni incisi negli ornamenti che circondano il volto di Tonatiuh. |
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Simbolo dello splendore del popolo mexica
Questo monolito fu scolpito durante il periodo di massimo splendore del popolo mexica e testimonia il livello di sviluppo culturale e scientifico che questa civiltà raggiunse in astronomia, matematica, misurazione del tempo e arte rupestre.
Si ritiene che la sua realizzazione sia iniziata nel 1449, sotto il regno dell’imperatore Axayácatl, e sia terminata trent’anni più tardi, nel 1479, come è indicato nella parte centrale‑superiore della scultura, data incisa con caratteri nahua. L’enorme scultura è intagliata in una roccia di basalto olivino di origine vulcanica. Ha un diametro di 3,60 m, uno spessore di 1,22 m e pesa più di 24 tonnellate. Originariamente l’opera era dipinta con colori vivaci che permettevano di distinguere facilmente i diversi pittogrammi. Tuttavia, col passare del tempo, sia seppellita sia esposta alle intemperie, la pietra ha perduto la sua policromia. |
La Pietra del Sole e il suo lungo peregrinare
Si ritiene che gli aztechi si siano avvalsi di corde, leve e rulli e che abbiano avuto bisogno della collaborazione di centinaia di uomini per trasportare la Pietra del Sole dal luogo in cui era stata originariamente scolpita fino all’interno del recinto sacro di Tenochtitlán.
Durante la conquista, nel 1521, il monolito fu rimosso e gettato nella piazza principale (oggi lo Zócalo della Città del Messico). Rimase lì per diverse decadi fino a quando, nella seconda metà del XVI secolo, l’arcivescovo ordinò che la pietra fosse seppellita con i rilievi a testa in giù, sostenendo che esercitava una cattiva influenza sugli abitanti della città.
Dopo più di due secoli sotterrata, la Pietra del Sole fu trovata per caso nel dicembre 1790, durante lavori di condutture d’acqua e di pavimentazione. I lavoratori la sollevarono dal fango e la poggiarono in posizione verticale accanto allo scavo.
Alcuni mesi dopo la scoperta, la pietra fu inserita verticalmente nella torre occidentale della Cattedrale Metropolitana, rivolta verso ovest, esattamente dove oggi nasce la calle 5 de Mayo. In questo modo fu messa a disposizione del pubblico affinché tutti potessero ammirare questo monumento dell’antichità indigena.
In quel luogo non solo ricevette tributi di ammirazione, ma subì anche numerosi abusi; si racconta che soldati nord‑americani la usassero per esercitarsi al tiro al bersaglio durante l’occupazione del 1847.
Si ritiene che gli aztechi si siano avvalsi di corde, leve e rulli e che abbiano avuto bisogno della collaborazione di centinaia di uomini per trasportare la Pietra del Sole dal luogo in cui era stata originariamente scolpita fino all’interno del recinto sacro di Tenochtitlán.
Durante la conquista, nel 1521, il monolito fu rimosso e gettato nella piazza principale (oggi lo Zócalo della Città del Messico). Rimase lì per diverse decadi fino a quando, nella seconda metà del XVI secolo, l’arcivescovo ordinò che la pietra fosse seppellita con i rilievi a testa in giù, sostenendo che esercitava una cattiva influenza sugli abitanti della città.
Dopo più di due secoli sotterrata, la Pietra del Sole fu trovata per caso nel dicembre 1790, durante lavori di condutture d’acqua e di pavimentazione. I lavoratori la sollevarono dal fango e la poggiarono in posizione verticale accanto allo scavo.
Alcuni mesi dopo la scoperta, la pietra fu inserita verticalmente nella torre occidentale della Cattedrale Metropolitana, rivolta verso ovest, esattamente dove oggi nasce la calle 5 de Mayo. In questo modo fu messa a disposizione del pubblico affinché tutti potessero ammirare questo monumento dell’antichità indigena.
In quel luogo non solo ricevette tributi di ammirazione, ma subì anche numerosi abusi; si racconta che soldati nord‑americani la usassero per esercitarsi al tiro al bersaglio durante l’occupazione del 1847.
La Pietra del Sole rimase lì per quasi cento anni, esposta alle intemperie e soggetta a tutte le intemperie del tempo e ai maltrattamenti dei vandali dell’epoca, fino al 1885, quando fu trasferita, per la sua tutela, al Museo Nazionale, situato in via Moneda, nell’attuale centro storico della Città del Messico.
Il trasferimento fu effettuato in quindici giorni, con l’aiuto di una piattaforma, travi, carrucole e di circa 20 soldati che si turnavano. Gli abitanti della città accolsero con tristezza la decisione di racchiudere questo monumento.
Il trasferimento fu effettuato in quindici giorni, con l’aiuto di una piattaforma, travi, carrucole e di circa 20 soldati che si turnavano. Gli abitanti della città accolsero con tristezza la decisione di racchiudere questo monumento.
Per concludere il lungo peregrinare di cinque secoli, nell’agosto 1964 la scultura fu finalmente trasferita al nuovo Museo Nazionale di Antropologia, nel bosco di Chapultepec. Per il trasporto fu impiegata una piattaforma di cemento trainata da un camion di grandi dimensioni.
La Pietra del Sole fu posta su una base di marmo nel luogo d’onore della Sala Mexica del museo più importante del Messico, dove ancora oggi può essere ammirata.
La Pietra del Sole fu posta su una base di marmo nel luogo d’onore della Sala Mexica del museo più importante del Messico, dove ancora oggi può essere ammirata.
Significato della scultura
Le figure incise su questo imponente monolito rappresentano le informazioni relative alla formazione del Sole nel sistema planetario, alla creazione della Terra e alle sue diverse ere. La Pietra del Sole presenta otto cerchi concentrici finemente scolpiti; sette di essi si trovano sulla faccia frontale del monolito, mentre l’ottavo e ultimo è collocato sul bordo della scultura.
Le figure incise su questo imponente monolito rappresentano le informazioni relative alla formazione del Sole nel sistema planetario, alla creazione della Terra e alle sue diverse ere. La Pietra del Sole presenta otto cerchi concentrici finemente scolpiti; sette di essi si trovano sulla faccia frontale del monolito, mentre l’ottavo e ultimo è collocato sul bordo della scultura.
Il cerchio centrale rappresenta il volto di Tonatiuh, il Sole, dio che, nella mitologia azteca, era il padrone e signore di tutti i cieli e il creatore di tutti i fenomeni della natura. Sotto il suo comando stavano tutti gli altri dei aztechi.
Il rilievo centrale mostra la fisionomia del dio con la corona, un pendente nasale a forma di farfalla, orecchini e una collana. Tutti questi lussuosi ornamenti sono caratteristici del dio supremo.
Sul suo volto si possono notare le rughe, segno tipico delle persone anziane e, secondo la cultura azteca, indice di maturità, saggezza nelle azioni e nelle decisioni, nonché di fermezza del carattere.
Infine, vi è la lingua a forma di coltello di ossidiana. La lingua simboleggia il raggio di luce e la saggezza perfetta.
Il rilievo centrale mostra la fisionomia del dio con la corona, un pendente nasale a forma di farfalla, orecchini e una collana. Tutti questi lussuosi ornamenti sono caratteristici del dio supremo.
Sul suo volto si possono notare le rughe, segno tipico delle persone anziane e, secondo la cultura azteca, indice di maturità, saggezza nelle azioni e nelle decisioni, nonché di fermezza del carattere.
Infine, vi è la lingua a forma di coltello di ossidiana. La lingua simboleggia il raggio di luce e la saggezza perfetta.
La leggenda su Tonatiuh narra che il Sole abbia avuto quattro ere preliminari prima di quella attuale. I quattro quadrati che incorniciano il suo volto formano un disegno simile a delle pale, suggerendo movimento; questo è proprio la rappresentazione preispanica del simbolo Olin, che significa “movimento” ed è anche uno dei simboli dei giorni.
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In questi quadrati sono raffigurati i quattro creatori del mondo, appartenenti a periodi diversi, al termine dei quali l’umanità morì tragicamente.
Leggendo da destra a sinistra, nella parte superiore troviamo il giaguaro (nahui ocelotl), il Primo Sole, e il vento (nahui ehecatl), il Secondo Sole; nella parte inferiore, la pioggia di fuoco (nahui quiahuitl), il Terzo Sole, e l’acqua (nahui atl), il Quarto Sole. Il Quinto Sole è la figura centrale di Tonatiuh. Ai lati di queste figure si vedono artigli di aquila che sorreggono un cuore. |
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Un mese di venti giorni.
Nel terzo anello si distinguono venti spazi che corrispondono ai 20 giorni che costituiscono un mese azteco. Il calendario solare era composto da diciotto mesi di 20 giorni, più cinque giorni aggiunti alla fine dell’anno, per un totale di 365 giorni. I mexica utilizzavano anche, separatamente, un calendario rituale di 260 giorni. Entrambi i calendari, quello solare e quello rituale, coincidono una volta ogni 52 anni, dando origine alla Cerimonia del Fuoco Nuovo, rito che gli aztechi eseguivano all’inizio di ogni ciclo di 52 anni. |
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I venti giorni, iniziando dal primo nella parte alta del terzo anello e proseguendo in senso antiorario (modalità di lettura consueta per le popolazioni mesoamericane), sono:
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L’anno civile che regolava la vita civile, sociale e religiosa del popolo azteco era composto da 365 giorni, suddivisi in 18 mesi di venti giorni ciascuno, a cui si aggiungevano cinque giorni alla fine del diciottesimo mese.
Questi ultimi cinque giorni, oltre a essere considerati complementari, rappresentavano un riposo assoluto e venivano ritenuti sfortunati, poiché gli aztechi credevano che, durante quel periodo, potessero verificarsi le più gravi calamità, inclusa la distruzione della Terra, che secondo una leggenda poteva avvenire alla fine di un ciclo di 52 anni.
I cinque ultimi giorni dell’anno, chiamati Nemontemi, sono rappresentati nella Pietra del Sole da cinque punti disposti nel secondo cerchio.
Rappresentazione dell'energia solare
Nel cerchio successivo compaiono grandi raggi solari a forma di angolo, sovrapposti a una fascia che contiene numerosi elementi simbolici: l’universo, il calore del sole, gocce di sangue, piume di un’aquila, spine, ecc.
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Si tratta di otto angoli che suddividono la pietra in otto parti, probabilmente a rappresentare i raggi solari orientati verso i punti cardinali. Le quattro figure angolate con curvature alle estremità indicherebbero i quattro punti cardinali principali, rispettivamente nord, sud, est e ovest.
Le altre quattro figure prive di curvature corrisponderebbero ai quattro punti cardinali intermedi. Alternando i raggi del sole, vi sono altre otto figure rettangolari che indicano le otto zone in cui gli aztechi dividevano la notte. Queste figure simboleggiano anche la luce, la forza e la bellezza del sole. |
Anello esterno
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Quasi sul bordo troviamo la banda delle serpenti. Due enormi culeghe avvolgono e delimitano il disco solare; dalle loro mascelle aperte emergono i volti di due dei dall’aspetto umano. Il serpente a destra rappresenta il dio del fuoco, mentre il serpente a sinistra rappresenta Tonatiuh, il dio del sole. Questi dei simboleggiano, rispettivamente, l’oscurità (la notte) e la luce (il giorno). Nella parte superiore, nel punto in cui le code dei serpenti si incontrano, è incisa una data: «trece caña», che indica il completamento di quest’opera scultorea e corrisponde all’anno 1479 del calendario gregoriano.
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Infine, sul bordo della Pietra del Sole, nell’ultimo anello, sono incisi una miriade di simboli che rappresentano le stelle del cielo notturno, coltelli di ossidiana che simboleggiano i raggi del sole e i segni del pianeta Venere.
Simbolo che identifica una nazione
La Pietra del Sole è uno degli icone più rappresentative del popolo messicano. È possibile vederla su tatuaggi, ciondoli, monete commemorative, manifesti e ogni tipo di souvenir per i turisti. Tuttavia, le monete ordinarie sono il mezzo più diffuso di questo simbolo di grande valore artistico e culturale. Oggi la rappresentazione della Pietra del Sole è riprodotta su tutti i pezzi della zecca corrente. Ogni moneta incorpora qualche motivo che richiama la Pietra del Sole.
La Pietra del Sole è uno degli icone più rappresentative del popolo messicano. È possibile vederla su tatuaggi, ciondoli, monete commemorative, manifesti e ogni tipo di souvenir per i turisti. Tuttavia, le monete ordinarie sono il mezzo più diffuso di questo simbolo di grande valore artistico e culturale. Oggi la rappresentazione della Pietra del Sole è riprodotta su tutti i pezzi della zecca corrente. Ogni moneta incorpora qualche motivo che richiama la Pietra del Sole.
- Moneta da 5 centesimi – Sul dritto, a sinistra e parallela a un pentagono inscritto, è raffigurata una stilizzazione dei raggi solari dell’anello dei Quincunce della Pietra del Sole.
- Moneta da 20 centesimi – Sul rovescio, a sinistra e parallela alla cornice, compare una stilizzazione dell’Acatl, tredicesimo giorno della Pietra del Sole.
- Moneta da 10 centesimi – Sul rovescio, a destra e parallela alla cornice, è presente una stilizzazione dell’anello del Sacrificio della Pietra del Sole.
- Moneta da 50 centesimi – Sul rovescio, parallela alla cornice e disegnata a semicerchio nella parte inferiore, vi è una stilizzazione dell’anello dell’Accettazione della Pietra del Sole.
- Moneta da 1 peso – Sul rovescio, il motivo principale è una stilizzazione dell’anello del Raggiante della Pietra del Sole. Questo anello contiene glifi a forma di V che indicano i quattro punti cardinali e i quattro intermedi.
- Moneta da 2 pesos – Sul rovescio, il motivo principale è una stilizzazione dell’anello dei Giorni della Pietra del Sole, che richiama i 20 giorni che costituiscono un mese mexica. In questa moneta sono rappresentati solo dieci di quei venti giorni; al centro c’è Xóchitl, il giorno 20. Gli altri simboli sono: pietra focaia, movimento, aquila, giaguaro, canna, acqua, morte, serpente e casa.
- Moneta da 5 pesos – Sul rovescio, il motivo principale è una stilizzazione dell’anello dei Serpenti della Pietra del Sole. Ogni serpente copre una semicirconferenza; le loro code si toccano nella parte superiore del monolito e le lingue nella parte inferiore.
- Moneta da 10 pesos – Sul rovescio, al centro, si trova il cerchio della Pietra del Sole, che rappresenta Tonatiuh. Sopra e sotto il suo volto compaiono quattro incisioni incorniciate in un quadrato: l’Era del Sole della Terra, l’Era del Sole del Vento, l’Era del Sole del Fuoco e l’Era del Sole dell’Acqua.
Nei spettacoli
Nei spettacoli, la Pietra del Sole è anch’essa presente. Una delle divise della nazionale di calcio messicana più impressa nella nostra memoria è stata quella indossata dal team messicano ai Mondiali di Francia 1998. La ricordiamo tutti per i motivi stilizzati della Pietra del Sole stampati sulla maglia.
Nei spettacoli, la Pietra del Sole è anch’essa presente. Una delle divise della nazionale di calcio messicana più impressa nella nostra memoria è stata quella indossata dal team messicano ai Mondiali di Francia 1998. La ricordiamo tutti per i motivi stilizzati della Pietra del Sole stampati sulla maglia.