La piramide di Kukulkan
Artículo publicado por Emi Mendoza en la Revista nº185 del Pollo Urbano (diciembre, 2018)
Dopo molti anni di attesa, finalmente ho avuto l’opportunità di visitare la zona archeologica di Chichén Itzá, nello stato dello Yucatán. È stato un viaggio davvero emozionante. Siamo entrati nel sito archeologico dalla parte posteriore e abbiamo camminato lungo sentieri immersi nella vegetazione, tra sculture e giardini curatissimi.
Mentre avanzavamo nella vegetazione tropicale, sono riuscito a scorgere la maestosità dell’imponente Piramide di Kukulcán… Mi si è accapponata la pelle quando ho intravisto, tra gli alberi, quel monumento piramidale che domina l’intero sito archeologico!
È qualcosa di straordinario trovarsi davanti a questa meravigliosa opera d’arte… Semplicemente meravigliosa!
Mentre avanzavamo nella vegetazione tropicale, sono riuscito a scorgere la maestosità dell’imponente Piramide di Kukulcán… Mi si è accapponata la pelle quando ho intravisto, tra gli alberi, quel monumento piramidale che domina l’intero sito archeologico!
È qualcosa di straordinario trovarsi davanti a questa meravigliosa opera d’arte… Semplicemente meravigliosa!
Civiltà Maya
Chichén Itzá è un’antica città maya oggi in rovina. Si trova a circa 120 km dalla città di Mérida, capitale dello stato dello Yucatán.
Gli Itzá, un gruppo etnico maya che occupava una posizione politica ed economica predominante in quella parte dello Yucatán, vi si stabilirono più di mille anni fa, approfittando della presenza di due grandi depositi naturali d’acqua (cenote), alimentati da correnti sotterranee e unica fonte idrica in quella zona arida. Il nome maya Chichén Itzá deriva dalle parole chi (“bocca”) e che’en (“pozzo”) e significa letteralmente “Alla bocca del pozzo degli Itzá”.
Gli Itzá, un gruppo etnico maya che occupava una posizione politica ed economica predominante in quella parte dello Yucatán, vi si stabilirono più di mille anni fa, approfittando della presenza di due grandi depositi naturali d’acqua (cenote), alimentati da correnti sotterranee e unica fonte idrica in quella zona arida. Il nome maya Chichén Itzá deriva dalle parole chi (“bocca”) e che’en (“pozzo”) e significa letteralmente “Alla bocca del pozzo degli Itzá”.
El Castillo
Il sito archeologico è composto da diversi edifici, tra i quali spicca la Piramide di Kukulcán, conosciuta anche come “El Castillo”. Questo soprannome si deve al fatto che i conquistatori spagnoli cercavano di trovarvi una somiglianza architettonica con le costruzioni presenti nel continente europeo, arrivando persino a paragonarla a un palazzo reale.
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Si stima che questa costruzione sia stata eretta dai Maya tra il IX e il XII secolo e che fungesse da tempio dedicato al dio Kukulcán.
Kukulcán è una parola della lingua maya composta da kuk (“piuma”), con il suffisso aggettivale -ul, e kan (“serpente”); significa dunque letteralmente “serpente piumato”. Secondo la mitologia maya, era la divinità protettrice dei sacerdoti, un culto strettamente legato a quello del dio Quetzalcóatl, venerato dagli Aztechi e da altre culture mesoamericane. |
Una piramide relativamente piccola
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La Piramide di Kukulcán ha un’altezza di 24 metri, ai quali si aggiungono i 6 metri del tempietto superiore, per un totale di 30 metri: piuttosto modesta rispetto alla Piramide di Cheope in Egitto o alla Piramide del Sole a Teotihuacán.
La base quadrata misura poco più di 55 metri per lato. La piramide è composta da nove piattaforme sovrapposte a forma di terrazze quadrate, le cui pareti sono decorate con pannelli in bassorilievo. La struttura presenta quattro scalinate, una per ciascuno dei suoi lati. Ognuna conta 91 gradini. Il totale è di 364 scalini e, considerando la piattaforma superiore del tempio come un ulteriore gradino, si arriva a 365: un chiaro riferimento ai giorni dell’anno nel calendario civile maya. |
Discesa di Kukulkan
Nella parte inferiore della scalinata principale si possono osservare due sculture raffiguranti teste di serpenti piumati, che adornano la base dei gradini. Sembra che i loro corpi si estendano verso l’alto lungo i fianchi della scalinata, formando una sorta di balaustra.
Durante gli equinozi di primavera e d’autunno, il sole del pomeriggio, colpendo quell’angolo della piramide, proietta una serie di ombre triangolari sulla balaustra, creando l’illusione di un serpente che si snoda e discende lentamente lungo la scalinata.
Oh, che delusione!
Le ricerche continuano
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Recentemente, nel corso di una conferenza stampa, un gruppo di ricercatori dell’Università Nazionale ha annunciato la scoperta di una piccola piramide all’interno del tempio di Kukulcán.
La scoperta è stata effettuata grazie all’impiego della tecnologia della tomografia elettrica tridimensionale, che consente di analizzare l’interno della struttura senza danneggiarla. Questo fenomeno, simile a una bambola matrioska, ricorda la Grande Piramide di Cholula, costruita sopra altre strutture più piccole preesistenti. |
Noches de Kukulcan
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Al calare della sera abbiamo assistito allo spettacolo “Noches de Kukulcán”. Si tratta di una visita “lampo” al sito archeologico di Chichén Itzá, immerso nella più totale oscurità.
Durante il percorso, che dura meno di due ore, si possono ammirare alcuni dei principali monumenti situati nei pressi della Piramide di Kukulcán: tra questi, il grande campo del gioco della pelota e il Tempio dei Guerrieri, con i resti di decine di colonne. I monumenti vengono illuminati con colori dalle diverse tonalità, mentre una registrazione fornisce una breve spiegazione di ciascuno. Per concludere, seduti di fronte alla Piramide di Kukulcán, abbiamo assistito a una proiezione tridimensionale di luci direttamente sulla sua superficie: affascinanti combinazioni di disegni multicolori e musica ci hanno avvicinato all’antica cultura maya. |
L'ultimo sorso e ce ne andiamo
Molto suggestivo lo spettacolo notturno; tuttavia desidero sottolineare che il momento migliore per ammirare la Piramide di Kukulcán è durante il giorno.
Fermarsi davanti alla piramide in una giornata di sole, come quella che è capitata a noi, è fondamentale per cogliere appieno la magnificenza lasciataci dai nostri antenati…
Fermarsi davanti alla piramide in una giornata di sole, come quella che è capitata a noi, è fondamentale per cogliere appieno la magnificenza lasciataci dai nostri antenati…