Rockdrigo González e il Movimento Rupestre
Articolo pubblicato da Emi Mendoza sulla rivista El Pollo Urbano (elpollourbano.es), n. 214 di marzo 2022
Rock made in Mexico
|
In Messico non si ascolta soltanto musica ranchera, anche se rimane il genere predominante. Nel Paese sono stati accolti tutti i generi musicali del mondo, poi rielaborati e adattati alla sensibilità musicale dei suoi abitanti.
È il caso del cosiddetto Rock fatto in Messico, caratterizzato da una fusione di ritmi, stili, generazioni e movimenti musicali diversi, tra cui rock and roll, heavy metal, reggae, blues, jazz, new wave, hard rock e molti altri. |
Movimento Rupestre
|
A metà degli anni Ottanta, il rock e altre sonorità in Messico diedero origine alla nascita di un gruppo di artisti noto come Movimento Rupestre. In esso si riconoscevano quei musicisti che non avevano un’immagine patinata, né risorse economiche per registrare dischi o acquistare apparecchiature elettroniche sofisticate. Questi artisti, spesso emarginati, utilizzavano strumenti vecchi e modesti, ma componevano canzoni di grande ricchezza poetica, talvolta complesse, con la ferma intenzione di denunciare problemi sociali che fino ad allora non trovavano spazio nella musica.
|
In quegli anni, gli unici artisti che riuscivano ad avere successo grazie alla televisione erano quelli che cantavano d’amore o delle svaghi giovanili, purché non fossero troppo “liberali”. I giovani emarginati delle città si identificavano con il rock, ma il rock in inglese raccontava storie lontane dalla loro realtà, spesso difficili da comprendere.
La nascita del Movimento Rupestre influenzò profondamente il rock messicano del decennio successivo, proponendo in lingua spagnola racconti intimi, quotidiani e carichi di sensibilità. Uno dei fondatori del movimento fu il cantautore Rodrigo González, detto Rockdrigo, che con le sue canzoni accompagnate soltanto da chitarra acustica e armonica conquistò rapidamente una notevole notorietà. Fu lui stesso a redigere il Manifesto Rupestre, una sorta di statuto che stabiliva in modo chiaro le regole per appartenere al gruppo: un modo ironico e satirico di contrapporsi ai musicisti commerciali.
La nascita del Movimento Rupestre influenzò profondamente il rock messicano del decennio successivo, proponendo in lingua spagnola racconti intimi, quotidiani e carichi di sensibilità. Uno dei fondatori del movimento fu il cantautore Rodrigo González, detto Rockdrigo, che con le sue canzoni accompagnate soltanto da chitarra acustica e armonica conquistò rapidamente una notevole notorietà. Fu lui stesso a redigere il Manifesto Rupestre, una sorta di statuto che stabiliva in modo chiaro le regole per appartenere al gruppo: un modo ironico e satirico di contrapporsi ai musicisti commerciali.
|
MANIFESTO RUPESTRE
No es que los rupestres se hayan escapado del antiguo Museo de Ciencias Naturales ni, mucho menos, del de Antropología; o que hayan llegado de los cerros escondidos en un camión lleno de gallinas y frijoles. Se trata solamente de un membrete que se cuelgan todos aquellos que no están muy guapos, ni tienen voz de tenor, ni componen como las grandes cimas de la sabiduría estética o (lo peor) no tienen un equipo electrónico sofisticado lleno de sinters y efectos muy locos que apantallen al primer despistado que se les ponga enfrente. Han tenido que encuevarse en sus propias alcantarillas de concreto y, en muchas ocasiones, quedarse como el chinito ante la cultura: nomás milando. Los rupestres por lo general son sencillos, no la hacen mucho de tos con tanto chango y faramalla como acostumbran los no rupestres, pero tienen tanto que proponer con sus guitarras de palo y sus voces acabadas de salir del ron; son poetas y locochones; rocanroleros y trovadores. Simples y elaborados; gustan de la fantasía, le mientan la madre a lo cotidiano; tocan como carpinteros venusinos y cantan como becerros en un examen final del conservatorio… |
|
MANIFESTO RUPESTRE - TRADUZIONE ITALIANA
Non è che i rupestri siano scappati dall’antico Museo di Scienze Naturali né, tantomeno, da quello di Antropologia; né che siano arrivati dalle colline nascosti su un camion carico di galline e fagioli. Si tratta semplicemente di un’etichetta che si appendono tutti coloro che non sono molto belli, né hanno voce da tenore, né compongono come le grandi vette della sapienza estetica o (peggio ancora) non possiedono un’attrezzatura elettronica sofisticata, piena di sintetizzatori ed effetti stravaganti capaci di abbagliare il primo sprovveduto che si trovi davanti a loro. Hanno dovuto rifugiarsi nelle proprie caverne di cemento e, in molte occasioni, restare come il “cinesino” davanti alla cultura: soltanto a guardare. I rupestri, in genere, sono semplici; non fanno tante storie né tante sceneggiate come sono soliti fare i non rupestri, ma hanno moltissimo da proporre con le loro chitarre di legno e le loro voci appena uscite dal rum; sono poeti e un po’ svitati; rockettari e trovatori. Semplici ed elaborati allo stesso tempo; amano la fantasia, mandano al diavolo la quotidianità; suonano come falegnami venusiani e cantano come vitelli all’esame finale del conservatorio… |
Rockdrigo González
Rockdrigo González nacque nel 1950 a Tamaulipas, nel nord-est del Paese. A metà degli anni Settanta si trasferì a Città del Messico con l’intenzione di lavorare come cantante. All’inizio si esibiva in bar e caffè, accompagnandosi soltanto con la chitarra e l’armonica. Con il tempo iniziò a comporre canzoni ispirate alle sue esperienze vissute per strada. Nelle sue liriche mescolava il tragico e il comico dello stile di vita urbano, come forma di protesta ironica contro i problemi sociali che affliggevano gli abitanti della capitale.
Incorporò nelle sue canzoni il gergo locale della grande metropoli messicana, conquistando numerosi seguaci tra gli studenti universitari. L’uso di un linguaggio chiaramente popolare e cittadino lo portò a essere paragonato al celebre cantautore e cronista urbano Chava Flores.
Il linguaggio e le tematiche sociali presenti nelle sue composizioni rappresentarono una novità nel rock messicano, poiché fino ad allora in Messico si traducevano soprattutto canzoni dall’inglese per riproporle in spagnolo, oppure si privilegiavano ritmi ballabili con testi semplici o ballate romantiche.
Sebbene i messaggi delle sue canzoni esprimessero malcontento e insoddisfazione per la cattiva gestione del Paese, non erano apertamente politici. Non compose soltanto brani di denuncia, ma anche canzoni sentimentali, come En la Estación del Metro Balderas, un brano malinconico su un uomo che perde la fidanzata tra la folla dei passeggeri della metropolitana.
Per molti, Rockdrigo fu il principale protagonista del passaggio dal rock degli anni Sessanta, che imitava, al boom del rock messicano degli anni Novanta, che invece creava e innovava.
Incorporò nelle sue canzoni il gergo locale della grande metropoli messicana, conquistando numerosi seguaci tra gli studenti universitari. L’uso di un linguaggio chiaramente popolare e cittadino lo portò a essere paragonato al celebre cantautore e cronista urbano Chava Flores.
Il linguaggio e le tematiche sociali presenti nelle sue composizioni rappresentarono una novità nel rock messicano, poiché fino ad allora in Messico si traducevano soprattutto canzoni dall’inglese per riproporle in spagnolo, oppure si privilegiavano ritmi ballabili con testi semplici o ballate romantiche.
Sebbene i messaggi delle sue canzoni esprimessero malcontento e insoddisfazione per la cattiva gestione del Paese, non erano apertamente politici. Non compose soltanto brani di denuncia, ma anche canzoni sentimentali, come En la Estación del Metro Balderas, un brano malinconico su un uomo che perde la fidanzata tra la folla dei passeggeri della metropolitana.
Per molti, Rockdrigo fu il principale protagonista del passaggio dal rock degli anni Sessanta, che imitava, al boom del rock messicano degli anni Novanta, che invece creava e innovava.
Morte tragica
Rockdrigo González morì tragicamente all’età di 35 anni durante il terremoto che colpì Città del Messico il 19 settembre 1985.
Il suo appartamento, nel quartiere Juárez, fu distrutto dal violento sisma ed egli perse la vita insieme alla sua compagna, Françoise Bardinet, che lavorava come insegnante di francese in Messico.
Wikipedia riporta una fotografia degli occhiali e della chitarra di Rockdrigo, recuperati tra le macerie dell’edificio in cui abitava.
Il suo appartamento, nel quartiere Juárez, fu distrutto dal violento sisma ed egli perse la vita insieme alla sua compagna, Françoise Bardinet, che lavorava come insegnante di francese in Messico.
Wikipedia riporta una fotografia degli occhiali e della chitarra di Rockdrigo, recuperati tra le macerie dell’edificio in cui abitava.
Eredità musicale
Rockdrigo scrisse molte canzoni di grande ingegno, ma morendo così giovane riuscì a pubblicare soltanto una musicassetta in modo indipendente, intitolata Hurbanistorias.
Dopo la sua scomparsa, la famiglia pubblicò altri tre LP: El profeta del nopal (1986), Aventuras en el Distrito Federal (1986) e No estoy loco (1992), utilizzando registrazioni dal vivo e altri brani inediti. Tra le sue canzoni più note figurano En la Estación del Metro Balderas, Las Aventuras en el DeFe, Balada del Asalariado, Perro en el Periférico, Asalto Chido, Vieja Ciudad de Hierro, Tiempo de Híbridos, e molte altre. Le sue composizioni restano attuali ancora oggi, a più di 35 anni dalla sua morte. |
Omaggio
Il 19 settembre 2011 è stato inaugurato un monumento in onore di Rockdrigo González nei corridoi sotterranei della stazione della metropolitana Balderas, luogo scelto per rendere omaggio alla sua memoria.
Accanto alla statua, attraversata ogni giorno da migliaia di persone, è esposta una targa con il testo di una delle sue canzoni più celebri, che porta proprio il nome della stazione.
Accanto alla statua, attraversata ogni giorno da migliaia di persone, è esposta una targa con il testo di una delle sue canzoni più celebri, che porta proprio il nome della stazione.
L'ultimo sorso e ce ne andiamo
Per concludere questo breve articolo, vi propongo il testo della mia canzone preferita: Tiempos de Híbridos, tratta dall’album El Profeta del Nopal. Questo brano rappresenta una delle creazioni più ingegnose di Rockdrigo.
In esso l’autore ritrae una realtà colma di contrasti, mescolando tradizione e modernità con un umorismo sottile e ricco di ironia. Le combinazioni apparentemente assurde che propone intrecciano elementi della quotidianità messicana con la modernità neoliberale. Le sue parole delineano un Paese quasi fantascientifico e caricaturale, suggerendo l’idea di una società ibrida. Sebbene gran parte della canzone mantenga un tono scherzoso, nel finale assume un registro più serio, denunciando “l’agandalle transnazionale” (agandallar significa approfittarsi, abusare degli altri), che comprende le imposizioni degli Stati Uniti, sia nei modelli di consumo sia nel controllo dell’economia nazionale.
Non è affatto casuale che i primi accordi del brano evochino una tipica melodia tradizionale messicana e che, man mano che la canzone procede, si trasformino progressivamente in rock…
In esso l’autore ritrae una realtà colma di contrasti, mescolando tradizione e modernità con un umorismo sottile e ricco di ironia. Le combinazioni apparentemente assurde che propone intrecciano elementi della quotidianità messicana con la modernità neoliberale. Le sue parole delineano un Paese quasi fantascientifico e caricaturale, suggerendo l’idea di una società ibrida. Sebbene gran parte della canzone mantenga un tono scherzoso, nel finale assume un registro più serio, denunciando “l’agandalle transnazionale” (agandallar significa approfittarsi, abusare degli altri), che comprende le imposizioni degli Stati Uniti, sia nei modelli di consumo sia nel controllo dell’economia nazionale.
Non è affatto casuale che i primi accordi del brano evochino una tipica melodia tradizionale messicana e che, man mano che la canzone procede, si trasformino progressivamente in rock…
Letra de “Tiempos de Híbridos” |
Testo di “Tiempos de Híbridos” – Traduzione italiana |
Era un gran rancho electrónico Con nopales automáticos Con sus charros cibernéticos Y sarapes de neón Era un gran pueblo magnético Con Marías ciclotrónicas Tragafuegos supersónicos Y su campesino sideral Era un gran tiempo de híbridos Era una medusa anacrónica Una rana con sinfónica En la campechana mental Era un gran sabio rupéstrico De un universo doméstico Pitecantropus atómico Era líder universal había frijoles poéticos y también También garbanzos matemáticos En los pueblos esqueléticos Con sus guías de pedernal Era un gran tiempo de híbridos De salvajes y científicos Panzones que estaban tísicos En la campechana mental En la vil penetración cultural En el agandalle transnacional En lo oportunismo norteño-imperial En la desfachatez empresarial En el despiporre intelectual En la vulgar falta de identidad |
Era un grande ranch elettronico con nopales automatici, con i suoi charros cibernetici e sarape al neon. Era un grande villaggio magnetico con Marías ciclotroniche, mangiatori di fuoco supersonici e il suo contadino siderale. Era un grande tempo di ibridi, era una medusa anacronistica, una rana con orchestra sinfonica nella mente “campechana”. Era un grande saggio rupestre di un universo domestico, pitecantropo atomico, era un leader universale. C’erano fagioli poetici e anche ceci matematici nei villaggi scheletrici con le loro guide di selce. Era un grande tempo di ibridi, di selvaggi e scienziati, panciuti ormai tisici nella mente “campechana”. Nella vile penetrazione culturale, nell’arraffare transnazionale, nell’opportunismo nordico-imperiale, nella sfrontatezza imprenditoriale, nel caos intellettuale, nella volgare mancanza d’identità. |