Teotihuacan, la Città degli Dei
Voglio iniziare raccontandovi di uno dei siti archeologici più affascinanti del mondo: Teotihuacan, la Città degli Dei. Qualche anno fa ho fatto, insieme alla mia famiglia, un vero e proprio salto indietro nel tempo visitando le rovine di questa straordinaria città preispanica, la cui origine risale almeno all’inizio dell’era cristiana.
La zona archeologica si trova a circa quaranta chilometri a nord-est di Città del Messico. Già dall’autostrada si distinguono in lontananza due enormi edifici: la Piramide del Sole e la Piramide della Luna. Più ci avvicinavamo, più sembravano crescere davanti ai nostri occhi, e più aumentava il nostro stupore di fronte alla loro imponenza e bellezza.
Una volta entrati nell’area archeologica, ci siamo trovati immersi in un vasto complesso monumentale. Lo spazio aperto al pubblico è enorme e comprende la Cittadella con il Tempio del Serpente Piumato, il Viale dei Morti, i complessi residenziali che lo affiancano e, naturalmente, le due grandi piramidi che dominano l’intero paesaggio.
La zona archeologica si trova a circa quaranta chilometri a nord-est di Città del Messico. Già dall’autostrada si distinguono in lontananza due enormi edifici: la Piramide del Sole e la Piramide della Luna. Più ci avvicinavamo, più sembravano crescere davanti ai nostri occhi, e più aumentava il nostro stupore di fronte alla loro imponenza e bellezza.
Una volta entrati nell’area archeologica, ci siamo trovati immersi in un vasto complesso monumentale. Lo spazio aperto al pubblico è enorme e comprende la Cittadella con il Tempio del Serpente Piumato, il Viale dei Morti, i complessi residenziali che lo affiancano e, naturalmente, le due grandi piramidi che dominano l’intero paesaggio.
La Cittadella e il Tempio del Serpente Piumato
Il sito archeologico dispone di diversi ingressi, collegati tra loro da una strada perimetrale lastricata. Noi siamo entrati dall’ingresso principale, dove si trova anche un mercato artigianale molto interessante. Appena varcata la soglia dell’area archeologica, la prima struttura che ci si presenta davanti è la Cittadella.
Si tratta di una grande piattaforma quadrangolare, circondata da basi piramidali e dominata al centro da un santuario: la piccola piramide di Quetzalcoatl, conosciuta come Tempio del Serpente Piumato. Questo è il terzo edificio più grande di Teotihuacan e fu costruito tra il 150 e il 250 d.C.
Le sue decorazioni, ancora oggi visibili, sono tra le più elaborate dell’arte preispanica. Immaginarlo nel suo aspetto originale, dipinto con colori vivaci, rende facile capire quanto dovesse essere impressionante. Purtroppo non è possibile salirvi: la struttura è fragile e l’accesso è giustamente vietato.
Il sito archeologico dispone di diversi ingressi, collegati tra loro da una strada perimetrale lastricata. Noi siamo entrati dall’ingresso principale, dove si trova anche un mercato artigianale molto interessante. Appena varcata la soglia dell’area archeologica, la prima struttura che ci si presenta davanti è la Cittadella.
Si tratta di una grande piattaforma quadrangolare, circondata da basi piramidali e dominata al centro da un santuario: la piccola piramide di Quetzalcoatl, conosciuta come Tempio del Serpente Piumato. Questo è il terzo edificio più grande di Teotihuacan e fu costruito tra il 150 e il 250 d.C.
Le sue decorazioni, ancora oggi visibili, sono tra le più elaborate dell’arte preispanica. Immaginarlo nel suo aspetto originale, dipinto con colori vivaci, rende facile capire quanto dovesse essere impressionante. Purtroppo non è possibile salirvi: la struttura è fragile e l’accesso è giustamente vietato.
Il Viale dei Morti e il museo
Dalla Cittadella parte il Viale dei Morti, l’asse principale del sito, che attraversa Teotihuacan da nord a sud dividendola in due. Lungo questo viale si estende una zona residenziale, probabilmente abitata da sacerdoti e personaggi di alto rango, costellata da piccole strutture piramidali di varie dimensioni.
Percorrendo il viale si arriva direttamente alla Piramide della Luna. Noi, però, abbiamo fatto una deviazione lungo una strada laterale che conduce al Museo della Cultura di Teotihuacan. È una struttura moderna, semi-sotterranea, immersa nella vegetazione e progettata per integrarsi perfettamente nel paesaggio, quasi fosse un tumulo ancora da esplorare.
La visita al museo ci ha aiutato moltissimo a comprendere le interpretazioni archeologiche e simboliche del sito. È un passaggio che consiglio sempre di fare prima di affrontare la salita alle piramidi.
Dalla Cittadella parte il Viale dei Morti, l’asse principale del sito, che attraversa Teotihuacan da nord a sud dividendola in due. Lungo questo viale si estende una zona residenziale, probabilmente abitata da sacerdoti e personaggi di alto rango, costellata da piccole strutture piramidali di varie dimensioni.
Percorrendo il viale si arriva direttamente alla Piramide della Luna. Noi, però, abbiamo fatto una deviazione lungo una strada laterale che conduce al Museo della Cultura di Teotihuacan. È una struttura moderna, semi-sotterranea, immersa nella vegetazione e progettata per integrarsi perfettamente nel paesaggio, quasi fosse un tumulo ancora da esplorare.
La visita al museo ci ha aiutato moltissimo a comprendere le interpretazioni archeologiche e simboliche del sito. È un passaggio che consiglio sempre di fare prima di affrontare la salita alle piramidi.
La Piramide del Sole
Uscendo dal museo, la Piramide del Sole è a pochi passi. Probabilmente costruita all’inizio del I secolo a.C., con i suoi oltre sessanta metri di altezza è la terza piramide più grande del mondo. Mia figlia era ancora molto piccola quando abbiamo visitato il sito, ma era entusiasta di salire con me i ripidi gradini di questa enorme struttura quadrangolare.
Arrivati in cima, decisamente senza fiato, ci siamo resi conto di aver perso il conto dei gradini. Durante la salita abbiamo dovuto fermarci più volte per riprendere fiato: oltre allo sforzo fisico, bisogna considerare che Teotihuacan si trova sugli altopiani messicani, a oltre 2.200 metri sul livello del mare, e che in estate le temperature a mezzogiorno superano facilmente i 32 gradi. Non c’è ombra, e il sole picchia senza pietà: cappello e borraccia d’acqua sono indispensabili.
La vista dalla cima è semplicemente spettacolare. Secondo la tradizione popolare, lassù è possibile “ricaricare le energie” stando fermi con le braccia tese verso il sole. Abbiamo visto diversi visitatori mettersi in posa, rilassati e sorridenti. C’è chi sostiene che il giorno migliore per farlo sia il 21 marzo, l’equinozio di primavera.
La Piramide della Luna
La Piramide della Luna si trova all’estremità settentrionale del Viale dei Morti. È alta più di quaranta metri e di fronte ad essa si apre una grande struttura quadrangolare con dieci piccoli altari. Sebbene sia più bassa della Piramide del Sole, le due cime risultano perfettamente allineate, perché quella della Luna è stata costruita su un terreno più elevato. Come abbiano raggiunto una simile precisione resta ancora oggi sorprendente.
Abbiamo deciso di salire anche su questa piramide, facendo molta attenzione: i gradini sono stretti e ripidi. Dalla cima si gode forse della vista più suggestiva dell’intero complesso. Era estate e, come spesso accade in questa zona, nel pomeriggio il cielo ha iniziato a riempirsi rapidamente di nuvole cariche di pioggia, regalando un’atmosfera quasi drammatica e ponendo fine alla nostra abbronzatura.
Il Palazzo dei Giaguari
Quasi al termine della visita siamo entrati nel Palazzo dei Giaguari, così chiamato per i resti delle pitture murali che decorano le stanze affacciate sul cortile, dove il giaguaro è il protagonista assoluto. All’ingresso, una grande testa di giaguaro scolpita nella pietra accoglie i visitatori.
Proseguendo all’interno, si distinguono ancora tracce di affreschi e incisioni sulle pareti. Il Cortile dei Giaguari e delle Conchiglie Piumate prende il nome dai murali che raffigurano giaguari adornati con file di conchiglie marine sul dorso e sulla coda, chiaro riferimento all’acqua. Sulla testa indossano elaborati copricapi di piume di quetzal, unendo simboli di forza, fertilità e sacralità.
Uscendo dal museo, la Piramide del Sole è a pochi passi. Probabilmente costruita all’inizio del I secolo a.C., con i suoi oltre sessanta metri di altezza è la terza piramide più grande del mondo. Mia figlia era ancora molto piccola quando abbiamo visitato il sito, ma era entusiasta di salire con me i ripidi gradini di questa enorme struttura quadrangolare.
Arrivati in cima, decisamente senza fiato, ci siamo resi conto di aver perso il conto dei gradini. Durante la salita abbiamo dovuto fermarci più volte per riprendere fiato: oltre allo sforzo fisico, bisogna considerare che Teotihuacan si trova sugli altopiani messicani, a oltre 2.200 metri sul livello del mare, e che in estate le temperature a mezzogiorno superano facilmente i 32 gradi. Non c’è ombra, e il sole picchia senza pietà: cappello e borraccia d’acqua sono indispensabili.
La vista dalla cima è semplicemente spettacolare. Secondo la tradizione popolare, lassù è possibile “ricaricare le energie” stando fermi con le braccia tese verso il sole. Abbiamo visto diversi visitatori mettersi in posa, rilassati e sorridenti. C’è chi sostiene che il giorno migliore per farlo sia il 21 marzo, l’equinozio di primavera.
La Piramide della Luna
La Piramide della Luna si trova all’estremità settentrionale del Viale dei Morti. È alta più di quaranta metri e di fronte ad essa si apre una grande struttura quadrangolare con dieci piccoli altari. Sebbene sia più bassa della Piramide del Sole, le due cime risultano perfettamente allineate, perché quella della Luna è stata costruita su un terreno più elevato. Come abbiano raggiunto una simile precisione resta ancora oggi sorprendente.
Abbiamo deciso di salire anche su questa piramide, facendo molta attenzione: i gradini sono stretti e ripidi. Dalla cima si gode forse della vista più suggestiva dell’intero complesso. Era estate e, come spesso accade in questa zona, nel pomeriggio il cielo ha iniziato a riempirsi rapidamente di nuvole cariche di pioggia, regalando un’atmosfera quasi drammatica e ponendo fine alla nostra abbronzatura.
Il Palazzo dei Giaguari
Quasi al termine della visita siamo entrati nel Palazzo dei Giaguari, così chiamato per i resti delle pitture murali che decorano le stanze affacciate sul cortile, dove il giaguaro è il protagonista assoluto. All’ingresso, una grande testa di giaguaro scolpita nella pietra accoglie i visitatori.
Proseguendo all’interno, si distinguono ancora tracce di affreschi e incisioni sulle pareti. Il Cortile dei Giaguari e delle Conchiglie Piumate prende il nome dai murali che raffigurano giaguari adornati con file di conchiglie marine sul dorso e sulla coda, chiaro riferimento all’acqua. Sulla testa indossano elaborati copricapi di piume di quetzal, unendo simboli di forza, fertilità e sacralità.